Clara Toninelli

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Ultime recensioni inserite

Florilegio - Makoto Azuma, Shunsuke Shiinoki

Makoto Azuma è il più famoso floral artist al mondo. Lavora con i fiori freschi, ma anche con elementi botanici inutilizzati come radici, bulbi, fiori e steli avvizziti. E siccome Azuma è giapponese, le sue meravigliose sculture e composizioni vegetali, splendenti di bellezza, contengono in sé l'idea dello scorrere del tempo, e della morte.
"Ne facciamo commercio, li chiamiamo beni di consumo, ma le piante non sono <<cose>>, sono esseri viventi. Che cos'è la vita? Che cos'è il tempo? La piante ci pongono sempre domande senza risposta".

Umami - Laia Jufresa

Romanzo fresco e colorato, pieno di parole inventate bellissime, malinconia, arte di resistere a modo proprio alle mancanze e ai drammi della vita. Persino alla morte.
Molto dolce, un poco amaro, generosamente umami .
Molto bello.

Giappone - Nancy Singleton Hachisu

Dimentica gli All you can eat e il sushi del supermercato. Qui si parla di veri piatti giapponesi, le cui ricette sono state raccolte e raccontate con grazia e amore. Leggerezza, bellezza, semplicità raffinata: la cucina giapponese è fatta di questo. Che tu non riesca a procurarti la radice di fiore di loto, o l'umeboshi (un condimento ricavato da particolari prugne secche sotto sale), è del tutto secondario.

Lisistrata - Aristofane

Da 20 anni infuria la guerra fra Sparta e Atene. Le donne, stanche della situazione e di essere private dei mariti, indicono lo sciopero del sesso, finché non verrà firmata la pace.
E la ottengono.

Fuga dalla follia - Dennis Lehane

" Un consiglio: se vi capita di pedinare qualcuno nel mio quartiere, non mettetevi niente di rosa" .
Inizia così questo giallo pieno di dialoghi brillanti e ironici. Nonostante i morti e le crudeltà, ho riso un sacco!

Fitzcarraldo - un film di Werner Herzog

"I sognatori possono muovere le montagne".
Come si fa a non amare questo epico eroe dell'impossibile (Fitzcarraldo ed Herzog insieme)?
Uno che vuole portare l'opera lirica nel cuore della foresta amazzonica, e, per riuscirci, sfida, a bordo di un battello scalcinato, i ricconi magnati del caucciù, la natura maestosa e indomabile e gli indios tagliatori di teste.
Dai, dimmelo: come si può non amare uno capace di portarsi una nave su per una montagna, nella foresta?

Meravigliosissimo

Sentieri nel ghiaccio - Werner Herzog

Nell'inverno del 1974, Werner Herzog -il grande regista tedesco- apprende che una sua amica è ricoverata a Parigi, in gravissime condizioni.
"Io dissi no, non può essere, non in questo momento, il cinema tedesco non può fare a meno di lei, non dobbiamo permettere che muoia. Presi una giacca, una bussola, una sacca con dentro lo stretto necessario. I miei stivali erano così nuovi e così solidi che si poteva contare su di loro. Presi la strada più diretta per Parigi, nell'assoluta fiducia che lei sarebbe rimasta in vita, se io fossi arrivato a piedi".
E così Herzog parte, da solo, a piedi, e si fa, nella neve e nel gelo, gli 840 km che separano Monaco da Parigi.
Al suo arrivo, Lotte esce fuori pericolo...

Inverno, solitudine, sogno. Finale che riempie il cuore.
Una meraviglia.

Questa non è una pietra - M. Šašek

Che deliziosissimo buffo tono irriverente spira nelle pagine di questo volumetto, in cui il grande illustratore ceco prende capolavori della statuaria classica e disegna loro attorno elementi, o ambienti, decontestualizzanti.
Così abbiamo il barbuto Mosè di Michelangelo che va al Sinai in Vespa; o il Discobolo dei Musei Vaticani in perfetta posa plastica su una pista da bowling; o una Medusa di Bernini che si specchia i serpenteschi ricci dal parrucchiere.
Le interpretazioni sono sempre divertenti, colte eppure molto semplici ed efficaci. Un modo diverso e geniale di guardare alla storia dell'arte, capace di suscitare simpatia e curiosità.

Il gusto del cloro - Bastien Vives

Graphic novel minimale, ambientata in una piscina pubblica. Pochi dialoghi, molta gestualità, e movimenti dei corpi ben disegnati. Una leggerezza di fondo nei colori e nella trama (forse anche una certa inconsistenza). La scena più bella? Quella in cui la ragazza protagonista articola parole sott'acqua dirette al ragazzo protagonista: e noi non le capiamo. Chissà cosa gli avrà detto?

Giardini d'inverno - Cédric Pollet

In giardino amo l'incanto e la freschezza della primavera; il tripudio dell'estate; la dorata pienezza dell'autunno.
Ma la bellezza, la vera bellezza, io la vedo d'inverno. Quando tutto è ridotto all'essenza. Geometrie e colori possono suscitare meraviglia e contemplazione al pari delle altre stagioni, se non di più: come ben dimostra questo splendido volume fotografico di grandi dimensioni. Meravigliosi winter gardens fotografati con sapienza riempiono gli occhi di poesia.

Accelerazione e alienazione - Hartmut Rosa

"In questo libro voglio (…) ritornare alla domanda piú importante che ci sia per gli esseri umani: che cos’è una «vita buona», e perché di fatto non l’abbiamo"...

Hartmut Rosa è filosofo e docente di Sociologia e Scienze Politiche all'Università di Jena.
Nel suo denso e convincente saggio, analizza le strutture temporali della vita moderna, indicando nella pervasiva e totalitaria logica dell'*accelerazione sociale* (velocità tecnologica, competizione, accelerazione dei ritmi di vita) una delle principali cause dell'alienazione dell'uomo e della società occidentale contemporanei.

Da meditare quando sentiamo la perenne mancanza di tempo; o la costante pressione a fare più cose -anche quelle che non vorremmo- per non restare indietro; o a sentirci comunque, paradossalmente, sempre più affamati di mondo (beni o esperienze), quanto più le opzioni crescono.

Una seconda vita - François Jullien

Saggio breve e illuminante, di grande bellezza e densità filosofica. È la prima volta che, appena chiuso un libro, lo riapro per rileggerlo subito di nuovo. Per riassaporarlo, parola per parola, frase per frase.
Il grande sinologo e filosofo francese usa il cesello, non si può sorvolare su niente.

Abbandonato l'orizzonte metafisico (la vita nell'aldilá), ma anche quello immanente puramente edonistico, Jullien apre alla possibilità che ad un certo punto, nella vita di una persona, si sprigioni una "seconda vita". Una sorta di libera, luminosa e veramente consapevole seconda chance, frutto di microcambiamenti e di una lucidità a cui si perviene tramite la capitalizzazione dell'esperienza e attraverso vere scelte.

Mi scuso, mi spiego male, naturalmente. Bisogna proprio leggere direttamente questo testo bellissimo e profondo. Ne vale tantissimo la pena.

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Ultimi post inseriti nel Forum

Re: Piccola biblioteca lesbica

Ci sono anche le bellissime poesie di Carol Ann Duffy, "Lo spendore del tempio";
il fumetto "Non ti avevo nemmeno notato";
alcune parti del libro "Ragazzo da parete", da cui han tratto anche il film "Noi siamo infinito".
Ciao!

Re: Lo scrittore delle passioni dal profondo

Uno scrittore meraviglioso, così appassionato imperfetto traboccante,
capace di guardare nel sottosuolo del cuore umano,
i suoi indimenticabili umani troppo umani personaggi,
i suoi romanzi nell'essenza più veri del vero...

I miei preferitissimi:
lunghi: I fratelli Karamazov, L'idiota
brevi: Il giocatore, La mite

Re: La vita davanti a sè - Romain Gary

Bel libro, Piero, condivido; di un grande autore (dalla vita ancor più romanzesca dei suoi romanzi, per altro...)

Fra gli altri suoi scritti sempre belli che ho letto, a me è piaciuto particolarmente anche "La promessa dell'alba";
(anche qui torna quell'intrecciarsi stretto di umorismo e tragedia e malinconia e coraggio)

Re: Caro libro, nun te regghe più!

F. BEGAUDEAU, Verso la dolcezza, Einaudi

Stufo di capolavori, hai voglia di un libro insulso? Vuoi finalmente parcheggiare il cervello e farti una passeggiata nello spettegolio di un trentenne immaturo, giornalista sportivo, dalla vita sociale e sessuale altalenante e piuttosto meschina? Benissimo, il libro che cerchi è questo!

[l'autore è lo stesso de "La classe", da cui han tratto il film omonimo, Palma d'oro a Cannes, piuttosto buono.
Questo secondo romanzo, di promettente ha mantenuto solo il titolo! ]

Re: Venezia

Il primo che mi viene in mente è un bellissimo classico che si addice all'autunno: *Morte a Venezia*, di Thomas Mann.

Ciao!

Re: Il gioco degli incipit

Marta, il bel gioco è durato proprio poco!
Hai indovinato; la risposta è *Delitto e castigo*.

Allora rilancio:

" Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi per certo era questa: che mi chiamavo ............... E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudendo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo...............
- Grazie caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non saper neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorenza:
- Io mi chiamo ................."

Il gioco degli incipit

Facciamo un gioco. Vi dico l'inizio di un romanzo famoso, e chi vuole prova a indovinare:

" In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera, un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto nel vicolo di S. e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso il ponte di K.
Per la scala, evitò felicemente l'incontro della sua padrona di casa. La stanzuccia di lui veniva a trovarsi proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani e rassomigliava a un armadio più che a una dimora. La padrona che gliela affittava, vitto e servizio compresi, abitava una scala più in basso..."

Vi è venuta qualche idea?

I miei scaffali

Le mie ricerche salvate

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