Dal 2010 l'Amministrazione Comunale di Pompiano, in collaborazione con il CINSA - Consorzio interuniversitario Nazionale per le scienze ambientali - e con l' "A.S.D. Ciclistica Pompiano" aderisce all'European Mobility Week, ovvero la Settimana Europea della Mobilità, iniziativa promossa dalla Commissione Europea e divenuta negli anni un appuntamento internazionale, con l'obiettivo di incoraggiare i cittadini all'utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all'auto privata per gli spostamenti quotidiani. 

Nell'ambito della Settimana Europea della mobilità 2013 - il cui slogan era "Clear air! It's your move" - è nata l'iniziativa "DEWEY 796®: dalla sella allo scaffale...", con la donazione alla Biblioteca comunale "Don Angelo Benedetti", da parte dell'A.S.D Clistica Pompiano, in collaborazione con Edicliclo editore, di materiale didattico e multimediale finalizzato alla costituzione di un fondo dedicato al ciclismo, in favore dei cittadini del territorio. Alcuni scrittori, come Alberto Fiorin e Gianni Mura, hanno sostenuto il progetto con altre donazioni.

Di seguito i titoli sinora disponibili.

Trovati 97 documenti.

1: Mortirolo
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1: Mortirolo

Abstract: Il Mortirolo, la regina delle salite. Le sue rampe sono le più temute ma anche le più agognate. Inserito nel tracciato del Giro in tempi relativamente recenti, è diventato fin da subito un luogo mitico. E a renderlo tale è stata soprattutto l'impresa di un grande campione: Marco Pantani.

10: Alpe d'Huez, Les Deux Alpes
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10: Alpe d'Huez, Les Deux Alpes

Abstract: Alpe d'Huez che si trova nella regione del Rodano-Alpi, nel Parco nazionale des Ecrins, dal 1952 anno del primo passaggio del Tour sui suoi tornanti è diventata una delle salite più famose. A pochi chilometri di distanza si trova un'altra salita Les Deux Alpes dove nel luglio del 1998 Marco Pantani arrivò in solitaria e conquistò il Tour

13: Terminillo
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13: Terminillo

Abstract: A 97 chilometri da Roma, quello del Terminillo è certamente il percorso più noto e nobile del Lazio. Il versante classico della salita, onorato a più riprese dal Giro d'Italia è quello reatino. Sulle sue rampe, dal lontano 1936 hanno dato prova di sé molti campioni, da Olmo a Valetti, da Bartali a Herrera fino a Tonkov e nel Giro 2003 di Stefano Garzelli

14: Sestriere
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14: Sestriere

Abstract: La salita alpina vicina al confine tra Italia e Francia è legata sia alla storia del Tour de France sia a quella del Giro d'Italia. e? stata la prima salita oltre i duemila del Giro d'Italia nel 1911, ma non era mai stata arrivo di tappa fino al Tour de France del 1952 quando Fausto Coppi s'impose con una stupenda vittoria.

15: Blockhaus
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15: Blockhaus

Abstract: Situato in Abruzzo nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, il Blockhaus è una salita "cieca". Questa ascesa è tra le più impegnative dell'Italia centro-meridionale: un dislivello notevolissimo, un percorso lunghissimo e spettacolare. E' stato più volte inserito nel Giro d'Italia. Memorabile l'arrivo del Giro del 1967 del giovane Eddy Merckx

16: Bondone
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16: Bondone

Abstract: Il Bondone, la montagna di Trento è stato al centro nel 1956 della giornata forse più drammatica nella storia del Giro d'Italia: l'ascesa della montagna avvenne sotto temperature polari e costò il ritiro a più di quaranta corridori.

17: Abetone
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17: Abetone

Abstract: Una salita classica, non troppo dura ma certamente impegnativa. Quello dell'Abetone è uno dei percorsi più frequentati dai cicloturisti toscani per il suo valore tecnico e paesaggistico. Fu sulla strada dell'Abetone che l'allora quasi sconosciuto Fausto Coppi, gregario nella squadra di Bartali, si riveloò agli italiani vestendo per la sua prima volta la maglia rosa e spiccando il volo verso la vittoria nel Giro d'Italia del 1940.

20: Montecampione
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20: Montecampione

Abstract: Plan di Montecampione una salita rimasta nella storia del ciclismo, dove nel Giro del 1988 Marco Pantani ingaggiò un furioso duello con Tonkov e si lanciò alla conquista della vittoria finale.

21: Madeleine
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21: Madeleine

Abstract: Col de la Madeleine è una delle salite classiche del Tour de France a partire dal 1969, anno in cui la strada del passo è stata inaugurata. Il versante sud parte dai 473 metri di La Chambre e si snoda per poco meno di 20 chilometri, con una pendenza del 7,7% e un dislivello di 1520 metri.

27: San Pellegrino, Valles
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27: San Pellegrino, Valles

Abstract: San Pellegrino è uno dei passi più impegnativi delle Dolomiti, un duro banco di prova anche per i ciclisti più preparati. Insieme al Valles fu inserito per la prima volta nel 1962, ma causa una bufera di neve che impedì il transito sui due passi si dovette aspettare l'anno successivo affinchè fossero riproposte le due salite.

28: Plan de Corones, Furcia
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28: Plan de Corones, Furcia

Abstract: L'ascesa al Plan de Corones è uno dei percorsi in assoluto più duri che le montagne italiane possano offrire. La strada inizia dal passo Furcia. Per arrivarci si percorre una salita dall'andamento irregolare con tratti pedalabili e con punti dalle pendenze molto impegnative.

Due ruote per il futuro
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Materiale linguistico moderno

Conferenza nazionale della bicicletta, 1. <2007 ; Milano>

Due ruote per il futuro : inbici : Prima conferenza nazionale della bicicletta : 9-11 novembre 2007 : atti della conferenza / promossa da Ministero dell'Ambiente del Territorio e del Mare ; organizzata da provincia di Milano

Ediciclo, 2008

Abstract: Oltre 100 interventi che raccolgono le voci di chi, a livello nazionale ed europeo, lavora e opera sul tema dell'uso e della promozione della bicicletta. Un punto di riferimento per tutto quello che riguarda piste ciclabili, mobilità dolce, iniziative legate alle due ruote. Un volume che presenta puntualmente i progetti realizzati in varie città italiane ed europee, in molte regioni e province, evidenziando i punti di eccellenza con l'obiettivo di mettere in rete esperienze e focalizzare l'attenzione su quelle che potrebbero essere le successive evoluzioni legate alla mobilità ciclistica e al turismo. Bike sharing, piste ciclabili, Codice della strada, politiche per gli spostamenti quotidiani in bicicletta, mobilità sostenibile, i casi di Parigi, Lione, della Svizzera, delle Province italiane più attive, marketing turistico: questi alcuni degli aspetti di questo strumento indispensabile per un quadro completo sul mondo a due ruote.

Pàlmer, borraccia e via!
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Materiale linguistico moderno

Marchesini, Daniele <1948-> - Mazzi, Benito <1938-> - Spada, Romano

Pàlmer, borraccia e via! : storia e leggende della bicicletta e del ciclismo / Daniele Marchesini, Benito Mazzi, Romano Spada

Ediciclo, 2001

Le Langhe di Cesare Pavese
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Materiale linguistico moderno

Morando, Edoardo

Le Langhe di Cesare Pavese : cicloguida letteraria tra Langhe e Monferrato / Edoardo Morando

Ediciclo, 2008

Abstract: Il cicloturismo incontra la letteratura invitando i lettori a pedalare tra le magnifiche terre di Cesare Pavese, nelle Langhe piemontesi, lungo la media valle del Belbo. La bicicletta si rivela essere iì mezzo ideale, silenzioso e dal tocco umano, per visitare e scoprire paesaggi incantevoli tra colline e torri, antichi borghi e chiese di campagna. A guidare il ciclista i testi suggestivi dello scrittore piemontese che commentano i luoghi dando vita a un vero viaggio sentimentale. Il libro contempla 8 itinerari in pianura e collina su strade asfaltate ed una ciclovia per singoli e famiglie.

Bottecchia
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Materiale linguistico moderno

Facchinetti, Paolo <1938->

Bottecchia : il forzato della strada / Paolo Facchinetti

Ediciclo, 2005

Abstract: La storia straordinaria di Ottavio Bottecchia, carrettiere veneto di San Martino di Colle Umberto, eroe di guerra, corridore per fame alla soglia dei trent'anni, subito campione, ricchissimo e celebrato, morto improvvisamente in modo misterioso. Un libro che mette al centro del racconto il Bottecchia-atleta. Una biografia ricostruita con una ricerca di ampio respiro introducendo elementi finora ignorati o trascurati, come ad esempio le cronache in dialetto veneto che Bottecchia fornì nel 1923 al Guerin Sportivo o la cronaca dettagliata della trasferta di Bottecchia a Buenos Aires nel 1925, là invitato dagli italiani del Club Atletico Huracan.

30: Peyresourde, Aspin
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30: Peyresourde, Aspin

Abstract: Peyresourde ha segnato la storia del Toyur de France anno dopo anno a partire dal 1910 quando i corridori, primo fra tutti Octave Lapize, scalarono per la prima volta le rampe di questa salita pirenaica: Anche l'Aspin venne inaugurato durante il Tour del 1910.

31: Sella Ronda
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31: Sella Ronda

Abstract: Sella Ronda chiamato anche Giro del Sella o dei Quattro Passi è un itinerario classico al confine tra Veneto, Alto Adige e Trentino nel cuore delle Dolomiti. Ormai entrato a far parte dei luoghi mitici del ciclismo, prevede l'ascesa alle quattro cime che circondano l'imponente massiccio del Boè: Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena.

34: Rombo
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34: Rombo

Abstract: Il Rombo tra i passi alpini non gode di grande fama. Si tratta di un valico con una storia antichissima, legata sin dall'epoca medievale agli intensi traffici delle merci tra la Repubblica di Venezia e il mondo germanico. E' una salita di grandissimo fascisno e di notevole difficoltà.

Girardengo
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Materiale linguistico moderno

Girardengo / prefazione Candido Cannavò ; testi Giuseppe Castelnovi ... [et al.]

Ediciclo, 2005

Abstract: Le più belle immagini e le firme più famose dedicate al grande campione di Novi Ligure riunite in questa monografia. Il primo campionissimo della storia del ciclismo cominciò la sua carriera a 19 anni, inanellando vittorie anno dopo anno. Nella sua carriera vinse 106 corse su strada e ben 965 su pista. Si aggiudicò il Giro d'Italia nel 1919 e nel 1923 e trionfò al Gran Premio Wolber del 1929 dove riuscì a sconfiggere a casa loro i fratelli Pellissièr. Una monografia riccamente illustrata e firmata da penne storiche della letteratura sportiva e non. Con la prefazione di Cannavò e il contributo di Castelnovi, Fermi, Fossati, Ghiglione, Gregori, Guarinelli, Montanelli, Mosca, Pastonesi, Raschi, Soldati, Vergani, Wolber.

Cavanna
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Materiale linguistico moderno

Cavanna / prefazione Claudio Gregori ; testi Candido Cannavò... [et al.]

Ediciclo, 2006

Abstract: Biagio Cavanna, lo scopritore di Coppi, raccontato dalle migliori firme del giornalismo sportivo. Riconosceva i campioni dai fianchi, poi ne studiava il collo e il torace, infine ne ascoltava il cuore. Parlava in dialetto, odiava il bastone bianco, si toglieva il basco solo quando cominciava a massaggiare. Le sue mani erano come occhi: vedevano, anzi di più, prevedevano. Biagio Cavanna era il mago di Novi, l'orbo di Novi, l'omon di Novi. Gareggiò con Girardengo, massaggiò Guerra, scoprì Coppi, lanciò Milano e Carrea, Gismondi e Filippi. E fondò una scuola di ciclismo che era un incrocio tra un collegio universitario e un monastero benedettino.