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Polvere d'agosto
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Tuzzi, Hans <1952->

Polvere d'agosto

Bollati Boringhieri, 2019

Résumé: Quali fili invisibili collegano noti e apprezzati professionisti della buona borghesia milanese alle piccole vite circoscritte nel povero periferico complesso delle Torri Zingales? Chi ha ucciso il Cragna al suo esordio come spacciatore? E quel Santino Guardascione con obbligo di firma che si direbbe svanito nel nulla? In tutta la Questura soltanto Melis sa che un mese prima, nell'afosa notte del ferragosto 1989, in una villa deserta e piena di simboli esoterici, un cadavere seduto in poltrona prima c'era e poi non c'era più. E se si aggiunge che ora in quella stessa villa, di morti ammazzati ce ne sono ben due... Ma tutta questa bizzarra indagine – nella quale, fresco di promozione a primo dirigente, Melis si trova a disagio come chi abbia compiuto da subito un passo falso – si muove fra mondi dove le parole sembrano rinviare ad altro. E, sempreché il cadavere scomparso fosse davvero un cadavere, e si trovasse davvero là dove pareva trovarsi, Melis, impegnato ora su un efferato duplice omicidio, non può che concordare con quanto afferma Umberto Eco, puntualmente citato da Fiorenza: «Quando uno tira in ballo i Templari è quasi sempre un matto».

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Osvaldo Fava
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Bene ha fatto Corrado Augias,ne IL Venerdì del 19 iuglio 2019 ,a recensire questo libro come un pretesto di giallo.
In questo volume Hans Tuzzi dimostra di avere un'immensa cultura e di essere un degnissimo erede del compianto e rimpianto. Umberto Eco Descrive molto bene la famigerata "Milano da bere",che per digerirla ci voleva qualcosa di più potente dell'Alka Seltzer,e l'Italia del 1989 foriera degli attuali reggenti.
Mi è rimasta impressa una frase ucronica,il Trump della brianza,riferita all'archetipo del tycoon;solo che l'Italia
conta zero mentre gli USA no.
Il resto è un florilegio di termini desueti inseriti in un cotesto poliziesco.
L'autore fa parlare molto dottamente la compagna di Norberto Melis a capo della omicidi di Milano,
che sia una trasposizione?
Comunque è un libro da non perdere come tutti i suoi libri del resto,ci si fa una cultura.
E non è cosa da poco.
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