Fortunato Martinengo
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Fortunato Martinengo

Resumen: Contemplando il ritratto del conte Fortunato Martinengo oggi esposto alla National Gallery di Londra non si può che essere rapiti dallo sguardo assorto del giovane gentiluomo sontuosamente abbigliato e circondato da una foresta di simboli oggi non facilmente decifrabili. Quale immagine di sé egli intendeva evocare? Quella di un melanconico sognatore? Di un erudito filosofo? O semplicemente di un uomo dubbioso? E qual è il profondo significato del motto greco riprodotto sul cappello (“Ahimè, troppo desidero”), apparentemente estraneo, in questa precisa forma gnomica, a fonti e tradizioni letterarie antiche? Non c’è dubbio che proprio questo celebre dipinto del Moretto si distingua nettamente per valori artistici e per fascino storico non solo all’interno del catalogo del pittore bresciano, ma nel più ampio contesto della ritrattistica cinquecentesca italiana. Il capolavoro del Bonvicino, con il suo carico di enigmi irrisolti, ha dunque rappresentato un ideale punto di partenza per l’articolato percorso di studi avviato dal Convegno internazionale su Fortunato Martinengo promosso congiuntamente con l’Ateneo di Brescia e l’Ateneo Veneto di Venezia. Il convegno si proponeva di far luce sul nobile bresciano ritratto dal Moretto, di cui non si dispone oggi neppure di una breve voce nel Dizionario biografico degli Italiani; nondimeno la sua straordinaria personalità ebbe grande rilevanza nei cenacoli culturali dell’epoca per quanto riguarda le lettere, la passione civile, l’editoria, la musica, le arti figurative, il pensiero filosofico e religioso. Una biografia, quella del Martinengo, intessuta di ambiziosi progetti editoriali, di splendidi mecenatismi, ma anche di amicizie pericolose che forse, nel lungo periodo, finirono per decretarne una sorta di damnatio memoriae. Fortunato (nome di battesimo Fortunale) era nato ad Arco di Trento il 9 luglio 1512, figlio di Cesare ii, appartenente a quel ramo bresciano dei Martinengo che già nel xvi secolo si cominciava a definire “de’ Cesareschi”. Sua madre era Ippolita Gambara, del medesimo lignaggio della poetessa Veronica. Al pari di molti altri aristocratici concittadini, Fortunato studiò a Padova e nella città veneta entrò presto in contatto con Sperone Speroni e con l’Accademia degli Infiammati. Bernardino Tomitano gli riserverà un ruolo centrale nei Ragionamenti della lingua toscana (1545). Uomo colto e raffinato, amante dell’eleganza, proprietario di un ingente patrimonio, coltivava in prima persona la poesia dedicandosi con singolare passione anche alla musica. Forti inquietudini spirituali lo portarono a progettare un avventuroso pellegrinaggio in Terrasanta. Ben presto acquisì rinomanza, anche al di là delle Alpi, tra numerosi letterati. Come si può immaginare, sono molteplici gli interrogativi sollevati dall’enigmatica personalità dell’aristocratico bresciano entro uno scacchiere fortemente ramificato, tale non solo da trascendere i confini della storia locale, ma da imporre di necessità un approccio multidisciplinare. Negli ultimi tempi il panorama degli studi si è notevolmente arricchito: sulla diffusione degli scritti erasmiani in Italia e sulla penetrazione di istanze riformistiche è appena il caso di ricordare i fondamentali apporti di specialisti quali Silvana Seidel Menchi, Adriano Prosperi e Achille Olivieri. Per venire nello specifico a Fortunato Martinengo, si segnalano – in ambito storico-letterario – i recenti contributi di chi scrive e di Marco Faini. Inoltre Pino Marchetti ha chiarito diversi aspetti del rapporto tra Fortunato e il teorico musicale d’origine ebraica Pietro Aaron; Bonnie Blackburn ha messo in relazione con la cerchia del Martinengo il giovanile soggiorno bresciano del celebre compositore oltremontano Cipriano de Rore, mentre lo scrivente ha dimostrato che Barbara Calini, “madrina” dell’Accademia degli Occulti (per molti aspetti ideale prosecuzione del cenacolo dei Dubbiosi), era figlia di una sorella di Fortunato. Da questo rinnovato quadro delle conoscenze ha preso le mosse il convegno del 2016 di cui ora si pubblicano integralmente gli atti. Grazie a una minuziosa consultazione delle superstiti carte dell’Archivio Storico Privato Martinengo Cesaresco, non poche novità documentarie emergono dai contributi iniziali.


Títulos y aportes: Fortunato Martinengo : un gentiluomo del Rinascimento fra arti, lettere e musica / a cura di Marco Bizzarini e Elisabetta Selmi

Publicación: Ateneo di Brescia, Accademia di scienze, lettere ed arti : Morcelliana, 2018

Descripción física: 342 p. : ill. ; 23 cm

EAN: 9788837232672

Fecha:2018

Lengua: Italian (lengua del texto, banda sonora, etc.), English (lengua del texto, banda sonora, etc.), French (lengua del texto, banda sonora, etc.)

País: Italy

Nota de contenido:
  • Atti del congresso tenuto a Brescia e Venezia tra il 20 e il 22 ottobre 2016.

Nombres: (Publicador) (Editor ) (Publicador) (Editor )

Materias:

Clases: 920.71094509031 Biografie di uomini. Italia. 1500-1599 [22]

Lugares: Brescia

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