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Found 127 documents.

Tutte le opere
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Vanini, Giulio Cesare

Tutte le opere / Giulio Cesare Vanini ; monografia introduttiva, testo critico e note di Francesco Paolo Raimondi ; traduzione di Francesco Paolo Raimondi e Luigi Crudo ; appendici di Mario Carparelli

[Milano] : Bompiani, 2010

Abstract: La filosofia di Giulio Cesare Vanini (Taurisano 1585 - Tolosa 1619) è probabilmente l'espressione più estrema del radicalismo della seconda decade del Seicento. Il pensatore pugliese, inizialmente frate carmelitano, rappresenta in qualche modo la coscienza filosofica in cui vengono alla luce tutti gli elementi di crisi dell'eredità umanistico-rinascimentale: demolisce il mito dell'antropocentrismo, scardina i principi del platonismo cristianizzato, fa scricchiolare i pilastri dell'aristotelismo concordistico, smantella la costruzione di un universo compatto, finito, armonizzato, avente al suo vertice Dio e la schiera delle intelligenze angeliche, stronca ogni forma di teleologismo, sfata il mito del primato dell'uomo nella scala degli esseri viventi, manda in frantumi i più consolidati princìpi dell'etica cristiana, smaschera le illusioni della magia e dell'astrologia. In positivo, teorizza un universo autonomo nella sua composizione materiale e nei suoi princìpi costitutivi di moto e di quiete e recide alla radice il rapporto della natura con Dio, poiché nega non solo l'atto creativo, ma anche l'attività assistenziale, provvidenzialistica e finalistica, di un'intelligenza sovraceleste.

Le metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius <43 a.C.-18 d.C.>

Le metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Enrico Oddone ; presentazione di Francesco Maspero

5. ed

Milano : Bompiani, 1992

Abstract: Che cos'hanno da dire all'uomo del ventunesimo secolo le storie di Narciso che si consuma nell'amore di sé, di Aracne ragnificata per la propria superbia, di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle brame di Apollo, di Mirra innamorata di suo padre e Bìblide di suo fratello, di Progne e di Medea che, assetate di vendetta, si fanno assassine dei propri figli? Perché dovrebbero interessargli due alluvioni universali, una trentina di stupri e quasi altrettanti stupri mancati, più di un caso di transessualità, tre incesti e due tentati incesti, circa sedici fiumi innamorati, quattro isole e otto cani che cominciano con la lettera 'L'... per non dire delle centinaia di alberificazioni, uccellificazioni, pietrificazioni, stellificazioni che si tamponano, si abbinano, si contaminano, si mescolano, si inquinano senza pudore nelle Metamorfosi di Ovidio? Per rispondersi, l'uomo del ventunesimo secolo farà bene a sgranare gli occhi su questo libro e affacciarsi su una incredibile raffica di mutazioni, scandite da scarti di timbro, aritmie, modulazioni, tracciate talora da un'ironia micidiale, sull'orlo talora del gossip; dove però ad ogni passo può spalancarsi il crepaccio della tragedia. Se saprà riconoscersi nel delicato nonsenso di essere sempre chi è diventando continuamente un altro, e nel suo segreto bisogno di incantesimi e di mostri, si potrà permettere la libertà di perdersi fra gli esametri di questo libro, lasciandosi accompagnare dalla traduzione di Vittorio Sermonti.

L'arte culinaria
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Apicius, Coelius

L'arte culinaria : manuale di gastronomia classica / Apicio ; a cura di Giulia Carazzali ; presentazione di Francesco Maspero

3. ed

[Milano] : Bompiani, 2003

Abstract: Marco Gavio, soprannominato Apicio, è passato alla storia come il più grande esperto di gastronomia dell'antichità. Alle raffinatezze culinarie egli dedicò la sua vita e anche il suo patrimonio, peraltro ingentissimo, fino a quando, secondo la testimonianza di Seneca, si ridusse in povertà e si suicidò. L'opera a lui attribuita, De re coquinaria, rivela l'evoluzione dei gusti alimentari e insieme lo stile di vita della classe dominante romana fino alle soglie della caduta dell'Impero. Il testo, accompagnato da note sulle singole ricette e sugli ingredienti citati, è preceduto da un'introduzione che illustra le curiose abitudini culinarie degli antichi inquadrandole nel contesto storico e linguistico delle diverse epoche considerate.

Satyricon
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Petronius Arbiter <27-66>

Satyricon / Petronio ; a cura di Luca Canali

Milano : Bompiani, 1992

Abstract: L'amore, l'erotismo, l'avventura, le risate, la perdita, il dolore: il Satyricon contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un romanzo. E lo fa dalla distanza di circa duemila anni. Aprire il volume di Petronio è come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio. Salvo poi, con stupore e sospetto, accorgersi che la temperatura del gelato è bollente.

Tutte le opere
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Vergilius Maro, Publius <70 a.C.-19 a.C.>

Tutte le opere / di Virgilio ; intoduzione, traduzioni e note ai testi a cura di Guido Paduano

Bompiani, 2016

Stoici romani minori
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Iuvenalis, Decimus Iunius - Lucanus, Marcus Annaeus - Persius Flaccus, Aulus - Manilius, Marcus <sec. I> - Cornutus, Lucius Annaeus

Stoici romani minori : testi greci e latini a fronte / introduzione di Roberto Radice ; saggi introduttivi, traduzione, note e apparati di Ilaria Ramelli

[Milano] : Bompiani, 2008

Abstract: Le opere dei più significativi autori riconducibili allo Stoicismo romano minore sono qui raccolti in un unico volume complessivo, arricchito da un indispensabile apparato di saggi, traduzioni e commentari, comprensivi di bibliografia, concetti chiave, testimoniante. Autori e poeti che spesso sono stati oggetto di attenzione soltanto letteraria, nelle cui opere è però possibile rintracciare - come la curatrice Ilaria Ramelli dimostra negli approfonditi testi introduttivi - elementi filosofici di chiara derivazione stoica. La lettura critica dei loro testi alla luce del pensiero neostoico ne arricchisce così in maniera sostanziale il quadro interpretativo, e contribuisce a riguadagnare alla storia della filosofia antica un settore spesso trascurato ma di fondamentale importanza. Il pensiero di questi autori, di età per lo più neroniana e domizianea, si concentra soprattutto sull'etica, dove è cruciale il problema del saggio di fronte alle avversità della sorte, e sulla teologia, con la riflessione sul culto spirituale e il corretto rapporto con il divino. Disposti in ordine cronologico, gli autori analizzati e presentati sono: Manilio, Musonio, Anneo Cornuto, Cheremone, Persio, Trasea, Lucano e Giovenale. In appendice è studiata, pure con un ampio saggio, la lettera di Mara Bar Serapion al figlio. Pervenuta in siriaco, è pressoché sconosciuta, ma, come Ramelli dimostra nel relativo saggio, dove ne sostiene anche una datazione alta, è di estremo interesse filosofico.

La natura delibera
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Bēssariōn

La natura delibera ; La natura e l'arte / Bessarione ; a cura di Pier Davide Accendere e Ivanoe Privitera ; prefazione di John Manfasani ; introduzione di Eva Del Soldato ; notizia biografica di Marino Zorzi ; nota critica, traduzione, note e indice dei passi di Ivanoe Privitera ; saggi integrativi di Pier Davide Accendere, Concetta Bianca, Fabrizio Lollini ; bibliografia e indice dei nomi di Pier Davide Accendere

Bompiani, 2014

Abstract: Lo scontro fra Giorgio da Trebisonda e Bessarione visse il suo primo atto con la polemica sul De natura et arte, all'incirca databile agli anni tra il 1455 e il 1458. In discussione era l'interpretazione di un passaggio chiave tratto dal secondo libro della Fisica aristotelica, che implicava concetti decisivi come la provvidenza divina e che era già stato dibattuto da due prospettive diverse dal maestro di Bessarione Giorgio Gemisto Pletone, nel suo De Differentiis, e poi da Teodoro Gaza in un breve scritto oggi perduto. Ma oltre a un problema esegetico, si affacciava nello scontro tra Giorgio e Bessarione anche il confronto generale con la tradizione filosofica precedente, padri della Chiesa e maestri della Scolastica compresi. E altrettanto evidente appare la differenza tra le motivazioni e le strategie dei contendenti: la violenta invettiva di Giorgio era mirata a sostenere la sua talora fideistica sovrapposizione di aristotelismo e cristianesimo attraverso la diffamazione del platonismo; per difendere Platone dagli attacchi, Bessarione invece era stato spinto ad assumere in modo ponderato una posizione concordista che in precedenza non pareva aver considerato. Così facendo, il cardinale rinunciava alle più estreme istanze antiaristoteliche della polemica suscitata in origine dal suo maestro, ma questo non gli impediva di affermare la superiore religiosità e compiutezza del platonismo. Prefazione di John Monfasanti e Introduzione di Eva del Soldato.

Meditazioni metafisiche
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Descartes, René <1596-1650>

Meditazioni metafisiche / Cartesio ; saggio introduttivo, traduzione, note e apparati di Lucia Urbani Ulivi

[Milano : Bompiani], 2001

Abstract: Le Meditazioni Metafisiche sono il pilastro filosofico su cui Cartesio appoggia quella riforma di tutto il sapere che segna l'inizio dell'epoca moderna. Abbandonato il paradigma della filosofia scolastica, dominante per secoli nel pensiero occidentale, Cartesio offre ai suoi contemporanei un nuovo medello di pensiero, partendo da una costatazione che qualunque osservatore attento non poteva non condividere: non c'è argomento filosofico che non sia oggetto di discussione e fonte di disaccordo tra i filosofi. Per riparare a un tale stato di confusione, è necessario fondare la filosofia su qualcosa di altrettanto coerente e consistente quanto le scienze. Testo latino a fronte e in appendice la traduzione francese rivista personalmente da Cartesio.

Dissertazioni latine
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Kant, Immanuel <1724-1804>

Dissertazioni latine / Immanuel Kant ; a cura di Igor Agostini ; introduzione, traduzione e testo latino di Igor Agostini ; note introduttive ai testi e annotazione critica di Igor Agostini e Gualtiero Lorini ; elementi di lessico di Igor Agostini

Bompiani, 2014

Abstract: Si presentano qui le quattro dissertazioni latine di Immanuel Kant: De igne (1755), Nova dilucidatio (1755), Monadologia physica (1756) e De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (1770). Si tratta di quattro tesi accademiche che segnano le tappe fondamentali della carriera universitaria di Kant a Königsberg. L'interesse filosofico di questi scritti, largamente riconosciuto dagli studiosi, emerge dall'ampio raggio di motivi che percorrono trasversalmente tutto il pensiero precritico e saranno centrali anche nella fase critica: la riflessione sulla scienza, i temi metafisici, la costante preoccupazione per il problema del metodo. Fondamentale è anche il loro posto nella storia del latino moderno, in un momento storico caratterizzato dal cruciale passaggio, nella filosofia tedesca, dalla lingua dotta al volgare. Il lessico latino delle quattro dissertazioni costituisce infatti una base testuale imprescindibile per uno studio diacronico della formazione dell'apparato terminologico e concettuale della filosofia kantiana. Nell'edizione si dà altresì notizia della riscoperta, da parte del curatore, di una delle due tirature dell'edizione originale della Dissertatio, ritenuta perduta da tutti gli editori moderni successivamente all'edizione dell'Akademie di Erich Adickes.

Commento al Vangelo di Giovanni
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Eckhart, Meister <1260-1327/28>

Commento al Vangelo di Giovanni / Meister Eckhart ; introduzione, traduzione, note e apparati di Marco Vannini

Bompiani, 2017

Abstract: Del magistero universitario parigino del domenicano tedesco Eckhart (1260-1328 ca.), chiamato dai contemporanei proprio Meister, ovvero ''magister'', questo ''Commento al vangelo di Giovanni'' è senza dubbio l'opera maggiore e più rilevante, giunta fino a noi dopo l'oblio di molti secoli: non a caso è da essa che sono state estratte alcune delle proposizioni più sconvolgenti tra quelle condannate come eretiche dalla Bolla papale ''In agro dominico'' (1327). Il testo giovanneo - il vangelo di Dio come spirito e dell'uomo parimenti come spirito - permette infatti al ''magister'' di sviluppare appieno la sua dottrina mistica fondamentale: la generazione del Logos nell'anima dell'uomo completamente distaccato, che diviene così uomo divino, come il Figlio. Contro l'esclusivismo biblico, Eckhart afferma che la stessa luce ha sempre illuminato e illumina tutti i popoli - pagani, ebrei, cristiani -: ''Mosè, Cristo e il Filosofo (Aristotele) insegnano la stessa cosa, che differisce soltanto nel modo, cioè in quanto credibile, dimostrabile o verosimile, e verità''. Difendendo il primato della ragione che si fa spirito, il domenicano interpreta perciò la Scrittura in modo che essa sia sempre in accordo con la filosofia classica. Non meraviglia quindi che tanto pensiero occidentale, da Cusano ad Hegel, si sia nutrito dell'opera di quello che Heidegger chiamò ''Lebemeister'', maestro di vita, ben più che ''Lesemeister'', professore.

Sapienza degli antichi
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Bacon, Francis <1561-1626>

Sapienza degli antichi / Francesco Bacone ; introduzione, traduzione, note e apparati di Michele Marchetto

[Milano : Bompiani], 2000

Abstract: Il De sapientia veterum fu pubblicato per la prima volta a Londra nel 1609. Scritto in latino, il testo presenta al lettore trentuno favole antiche o parabole, che Bacone scelte aderendo alla consuetudine culturale della sua epoca di interpretare allegoricamente la mitologia antica. Fu questa la ragione del grande successo dell'opera, ma forse anche del successivo oblio, che ne mortificò il valore filosofico. Il lavoro critico relativamente recente ha consentito di ristabilirne il significato speculativo e l'esatta collocazione nell'ambito delle opere del filsofo.

Trattato teologico-politico
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Spinoza, Benedictus de <1632-1677>

Trattato teologico-politico / Benedetto Spinoza ; introduzione, traduzione, note e apparati di Alessandro Dini

[Milano] : Bompiani, 2001

Abstract: Si tratta di un'opera capitale della filosofia moderna. L'autore affronta due temi tra loro connessi: quello dei rapporti tra la coscienza religiosa e lo Stato e quello del valore della religiosità positiva, in particolare della Scrittura, sostenendo un modello razionale e naturale, che lascia ad ogni uomo la facoltà di interpretare a suo modo i fondamenti della Fede.

Unità dell'intelletto contro gli averroisti
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Tommaso d'Aquino, santo <1225–1274>

Unità dell'intelletto contro gli averroisti / Tommaso d'Aquino ; introduzione, traduzione e apparati di Alessandro Ghisalberti

[Milano : Bompiani], 2000

La grande instaurazione. Parte seconda, Nuovo organo
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Bacon, Francis <1561-1626>

La grande instaurazione. Parte seconda, Nuovo organo / Francesco Bacone ; introduzione, traduzione, note e apparati di Michele Marchetto

[Milano : Bompiani], 2002

Abstract: Il 12 ottobre 1620, a Londra, Francesco Bacone pubblica i due libri del Novum Organum, la seconda parte, per quanto incompiuta, di un progetto più ampio, l'Instauratio Magna. L'opera è preceduta da quattro scritti di ordine generale, un vero e proprio piano dell'opera, che traccia le linee della riforma baconiana del sistema delle scienze, fondata sul vero e legittimo matrimonio fra la facoltà empirica e quella razionale. La presente edizione è curata da Michele Marchetto, attento studioso di Bacone. La sua introduzione traccia il quadro di riferimento dell'opera e la traduzione si mantiene fedele alla lettera baconiana. La notizia biografica, le parole chiave e gli indici analitici concludono l'opera.

Carmina burana
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Carmina burana / a cura di Piervittorio Rossi ; presentazione di Francesco Maspero

5. ed

Milano : Bompiani, 1995

Poeti latini tradotti da scrittori italiani contemporanei
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Poeti latini tradotti da scrittori italiani contemporanei / a cura di Vincenzo Guarracino

Milano : Bompiani, 1993

Natura del bene
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Augustinus, Aurelius, santo <354-430>

Natura del bene / Aurelio Agostino ; prefazione, introduzione, traduzione e apparati di Giovanni Reale ; con in appendice un saggio di Werner Beierwaltes

[Milano] : Bompiani, 2001

Abstract: Il De natura boni è un breve trattato introduttivo intorno al problema del male: qual è la sua natura e perchè esiste? Domande a cui Agostino risponde a partire dal concetto di Bene. E allora il male diventa privazione del Bene stesso, ossia mancanza di misura, di forma e di ordine. Il volume, introdotto da Giovanni Reale, è completato da un saggio in appendice di Beirwaltes e da un apparato di note al testo, parole chiave e indicazioni bibliografiche. Testo latino a fronte.

Commentario al Timeo di Platone
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Calcidius

Commentario al Timeo di Platone / Calcidio ; a cura di Claudio Moreschini ; con la collaborazione di Marco Bertolini, Lara Nicolini, Ilaria Ramelli

[Milano] : Bompiani, 2003

Abstract: Il commentario al Timeo di Calcidio (IV sec. d. C.) è opera di fondamentale importanza per la conoscenza di Platone in tutto il Medioevo. Questo Commentario è stato veicolo di concezioni aristoteliche e platoniche reinterpretate in senso cristiano. Tutta la scuola di Chartres e lo stesso San Tommaso dipendono nella stessa formazione filosofica da Calcidio. Il testo latino a fronte è curato da J. H. Waszink, unico testo critico moderno.

Monologio
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Anselmus Cantuariensis, santo <1033?-1109>

Monologio ; e, Proslogio / Anselmo d'Aosta ; introduzione, traduzione, note e apparati di Italo Sciuto

[Milano : Bompiani], 2002

Abstract: Se nel Monologio Anselmo affronta per la prima volta in modo sistematico il problema di quale posto dare alla ragione umana nel contesto culturale cristiano, ragione che ritiene di possedere già interamente la Verità, e di quali siano i limiti, le possibilità e le certezze a cui può giungere, rispondendosi che il seguire la pura evidenza razionale non costituisce pericolo per la verità rivelata e, anzi, la conferma in modo più perfetto, nel Proslogio, invece, Anselmo vuole tentare di far comprendere le stesse verità a partire da una argomento di valore assoluto che dimostri l'esistenza di Dio e giunga alla contemplazione della realtà divina con l'ausilio dell'intellectus.

Contro gli accademici
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Augustinus, Aurelius, santo <354-430>

Contro gli accademici / Agostino ; introduzione, traduzione, note e apparati di Giovanni Catapano

[Milano] : Bompiani, 2005

Abstract: Scritto da un Agostino trentaduenne all'indomani della conversione, il Contra Academicos è un dialogo filosofico in tre libri, basato sulle conversazioni realmente avvenute a Cassiciaco nell'autunno del 386. Il problema discusso nel I libro è il rapporto tra felicità e verità: per il giovane Licenzio all'uomo basta cercare la verità per essere felice; per il suo compagno Trigenzio, al contrario, occorre trovarla. Nel II e nel III libro Agostino in persona discute con l'amico Alipio, il quale sostiene il punto di vista degli Accademici nuovi, secondo cui l'uomo non può ottenere conoscenze certe nel campo della filosofia. Con una serie di argomentazioni, Agostino cerca di mostrare che, invece, la verità è conoscibile con certezza.