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× Subject Artemisia, Baraldi, Severino <1930->. Eneide

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Adelphoe
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Terentius Afer, Publius

Adelphoe ; Heautontimorumenos / Terenzio ; a cura di Lisa Piazzi

Milano : A. Mondadori, 2006

Abstract: Entrambe le commedie traggono il loro soggetto da opere di Menandro e negli intrecci sembrano non discostarsi dai canoni del genere: giovani innamorati, genitori che li contrastano, bambini perduti di cui si ritrovano le origini portando così al felice scioglimento finale. Ma tutta nuova è l'attenzione per la psicologia dei personaggi, indagata con finezza e con una lingua elegante e raffinata.

Anfitrione
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Anfitrione ; Bacchidi ; Menecmi / Tito Macco Plauto ; introduzione e note di Margherita Rubino ; con un saggio di Vico Faggi ; traduzione di Vico Faggi

Nuova trad

Milano : Garzanti, 1993

Abstract: Nel II secolo a.C. circolavano sotto il suo nome oltre cento commedie. Nel secolo successivo Varrone sottomise a un severo vaglio la copiosa produzione e accettò come sicuramente autentiche solo 21 commedie. Anfitrione, Bacchidi e Menecmi sono tre commedie giocate sugli equivoci che nascono dalla presenza in scena di personaggi identici: nelle Bacchidi e nei Menecmi si tratta di gemelli, nell'Anfitrione, invece, di Giove, che prende le sembianze del marito di Alcmena e di Mercurio che prende quelle di Sosia (passato poi, per antonomasia, a indicare la copia somigliantissima di un individuo).

Il soldato fanfarone
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Il soldato fanfarone / Plauto Tito Maccio ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

Ed. con nuova introduzione

Milano : Rizzoli, 1980

Abstract: A Efeso, Pleusicle riesce a liberare Filocomasio, una ragazza da lui amata, che era stata rapita da Pirgopolinice, un soldato spaccone e vanitoso. Con l'aiuto dell'amico Periplecomeno e del servo Palestrione fa a credere al soldato fanfarone che Acroteleuza, una cortigiane che si finge moglie di Periplecomeno, si sia invaghita di lui. Lusingato dalla conquista, il soldato lascia libera Filocomasio. Periplecomeno, fingendosi geloso, fa bastonare Pirgopolinice dai servi.

I Menecmi
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

I Menecmi / Tito Maccio Plauto ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

Milano : Rizzoli, 1984

Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.

Metamorfosi, L'asino d'oro
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Apuleius <circa 125-circa 180>

Metamorfosi, L'asino d'oro / Apuleio ; a cura di Marina Cavalli

Milano : A. Mondadori, 1994

Abstract: Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l'asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana.

I fratelli
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Terentius Afer, Publius

I fratelli / Publio Terenzio Afro ; introduzione, traduzione e note di Dario Del Corno

18. ed

[Milano : Rizzoli], 2005

La favola di Eros e Psiche
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Apuleius <circa 125-circa 180>

La favola di Eros e Psiche / Apuleio

Giunti Demetra, 2010

Abstract: C'erano una volta in una città un re e una regina, che avevano tre figlie bellissime. Comincia così, nel più classico dei modi la favola di Eros e Psiche, una lunga digressione narrativa contenuta in uno dei primi romanzi della letteratura occidentale, le Metamorfosi, composto nel II secolo d.C. L'autore è Lucio Apuleio, rampollo di una facoltosa famiglia romana della Numidia. L'episodio di Eros e Psiche rappresenta forse il momento di più alta ispirazione poetica delle Metamorfosi, carico di significati e simboli religiosi e filosofici. Di certo la vicenda della fanciulla sposa di Amore, capace di suscitare la gelosia di Venere è un imperdibile capolavoro che ha avuto straordinaria influenza sulla letteratura e nella storia dell'arte dei secoli successivi.

Metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius <43 a.C.-18 d.C.>

Metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Piero Bernardini Marzolla ; con uno scritto di Italo Calvino

Torino : Einaudi, copyr. 1994

Abstract: «La contiguità tra dèi ed esseri umani è uno dei temi dominanti delle Metamorfosi, ma non è che un caso particolare della continuità tra tutte le figure e forme dell'esistente, antropomorfe o meno. Fauna, flora, regno minerale, firmamento inglobano nella loro comune sostanza ciò che usiamo considerare umano come insieme di qualità corporee e psicologiche e morali [...] le Metamorfosi vogliono rappresentare l'insieme del raccontabile tramandato dalla letteratura con tutta la forza d'immagini e di significati che esso convoglia, senza decidere - secondo l'ambiguità propriamente mitica - tra le chiavi di lettura possibili».Italo Calvino

Aulularia
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.> - Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Aulularia ; Miles gloriosus ; Mostellaria / Tito Macco Plauto ; introduzione e note di Margherita Rubino ; con un saggio di Vico Faggi ; traduzione di Vico Faggi

Milano : Garzanti, 1996

Abstract: Pregio di Plauto è la sua prodigiosa ricchezza linguistica: i giochi di parole, le assonanze, i doppi sensi; le espressioni che spaziano dall'arcaico al neologismo, dalle deformazioni grottesche a volgarità che oggi si direbbero surreali; la magistrale padronanza delle possibilità musicali della parola, lo scoppiettante incalzare dei dialoghi. Tutto questo, insieme alla comicità esplicita e prepotente e alla rapidità del movimento scenico, comunica alle commedie plautine una verve irresistibile. Il teatro di Plauto è stato un importante modello per quello rinascimentale e per la successiva commedia dell'arte, fornendo una galleria di tipi e di situazioni cui hanno attinto, nei secoli, autori italiani e anche europei.

I Menecmi
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

I Menecmi / Tito Maccio Plauto ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

6. ed

Milano : Rizzoli, 1994

Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.

Storia dei Longobardi
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Paulus Diaconus <circa 720-799>

Storia dei Longobardi / Paolo Diacono ; a cura di Lidia Capo

Milano : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 1992

Abstract: "Racconta Paolo Diacono che quando, nel 568, i Longobardi giunsero ai confini d'Italia, il loro sovrano Alboino salì su un monte, e di lassù contemplò il paese che gli si apriva davanti, come Mosè aveva fatto per la terra promessa. Era l'inizio di una dominazione destinata a durare due secoli, che avrebbe fatto di una gente barbarica un popolo romanizzato, pur nella persistente coscienza della propria identità nazionale. Di questa straordinaria avventura storica abbiamo testimonianza nell'opera di uno dei più autorevoli intellettuali dell'età longobarda, Paolo Diacono, nato a Cividale del Friuli tra il 710 e il 720. Cancelliere di corte, rapido assimilatore della cultura latina, Paolo seguì le vicende dell'ultima monarchia longobarda e fu consigliere culturale dell'ultima figlia del re Desiderio, Adelperga, andata sposa al duca di Benevento. Dopo la sconfitta di Desiderio ad opera di Carlo Magno, che lo accolse per qualche tempo alla sua corte, Paolo si ritirò nel cenobio di Montecassino, dove compose la sua opera estrema, la ""Storia dei Longobardi"", cui è soprattutto affidata la sua fama. Nel tratteggiare la vicenda del suo popolo, dall'origine scandinava e mitica fino allo sviluppo della potenza in Italia, Paolo mostra orgogliosa consapevolezza del ruolo da esso svolto nella storia. I Longobardi gli appaiono i veri eredi della civiltà classica e cristiana: e le figure dei loro re campeggiano suggestive sullo sfondo di un racconto che al respiro epico alterna l'evocazione di un antico patrimonio di costumi, consuetudini, leggende.

La Germania
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Tacitus, Publius Cornelius <55/58-117> - Tacitus, Publius Cornelius <55/58-117>

La Germania ; La vita di Agricola ; Dialogo sull'eloquenza / Cornelio Tacito ; prefazione, testo latino e traduzione di Anna Resta Barrile

Bologna : Zanichelli, 1964

Abstract: Composto probabilmente tra il 98 e il 100 d.C, il Dialogo sull'oratoria, discussione in forma dialogica sul problema del declino dell'eloquenza e delle sue cause, è un'opera assai originale nel complesso della produzione di Tacito, sia per il contenuto non storiografico sia per lo stile, che preferisce una ciceroniana eleganza alla concisione tesa e asimmetrica, che è la cifra caratteristica della scrittura tacitiana. Per questo, in passato, sono stati avanzati dubbi sulla sua paternità, oggi in gran parte fugati dalla filologia. Tacito raccoglie qui le fila di un dibattito durato un secolo, quello sulla crisi dell'oratoria pubblica, strettamente legato a quello della libertà politica, portando una nota di riflessione profondamente personale. E proprio in questa istanza autobiografica sembra risiedere il significato di quest'opera, così problematica e enigmatica, ma proprio per questo a tutt'oggi ricca di fascino.

La vecchiaia
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Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.> - Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

La vecchiaia ; L'amicizia / Marco Tullio Cicerone ; introduzione e note di Nicoletta Marini ; con un saggio di Gianna Petrone

Milano : Garzanti, 1990

Abstract: Opere tra le più lette fin dal Medioevo, affrontano, nella tradizione dei dialoghi filosofici, temi che la natura stessa dell'esistenza rende autenticamente immortali. Non una consolatio sulla vecchiaia, la prima, ma il tentativo di alleviare il peso dell'età mostrando come la compiutezza della vita sia una grande conquista quando dietro di sé si lasciano opere da ricordare. Esortazione a riconoscere l'insostituibilità dell'amicizia, la seconda, perché essa è il bene più grande concesso all'uomo dopo la sapienza.

Amphitruo
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Amphitruo ; Mercator / Plauto ; introduzione di Gioachino Chiarini ; traduzione e note di Giovanna Faranda

Milano : A. Mondadori, 2000

[Vol. 1]: Amphitruo
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

[Vol. 1]: Amphitruo ; Asinaria ; Aulularia ; Bacchides

Mostellaria
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.> - Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Mostellaria ; Persa / Plauto ; a cura di Maurizio Bettini

Milano : A. Mondadori, 1991

Abstract: Teopropide è lontano da casa per affari, intanto il figlio Filolachete se la spassa con l'amata Filomazio, una serva da lui riscattata a caro prezzo. Il servo Tranione, per coprire il padroncino che con Filomazio e un amico ubriaco si sta divertendo nella casa, sbarra la strada a Teopropide, tornato inaspettatamente, dicendogli che la casa è infestata dagli spiriti e che il figlio, per comprare una casa nuova, ha dovuto pagare una grossa somma (quella che in realtà gli è servita per riscattare Filomazio). Dapprima l'inganno riesce, poi però Teopropide scopre la verità ed è furente contro il figlio. L'amico, non più ubriaco, riesce a rabbonirlo e a ottenerne il perdono.

La brevità della vita
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

La brevità della vita / Lucio Anneo Seneca ; a cura di Carlo Carena ; traduzione di Gavino Manca con testo latino a fronte

Einaudi, 2013

Abstract: Seneca si rivolge al dedicatario Paolino cercando di convincerlo a lasciare le sue attività pubbliche e a dedicarsi interamente allo studio della filosofia. Le argomentazioni usate dal filosofo si imperniano sul valore del tempo e la necessità di metterlo a frutto nel modo migliore. Se gli uomini non la sprecassero in sterili occupazioni, se non se la lasciassero scivolare tra le dita, si accorgerebbero che la vita non è affatto breve, come sembra quando ad assorbirla sono invece le preoccupazioni legate agli affari e alla vita pubblica. Di questo trattato ­ curato dal latinista Carlo Carena ­ resta impressa non tanto la scala di valori in base alla quale Seneca impartisce le sue istruzioni sul corretto uso della vita, quanto la riflessione sul rapporto che lega l'esistenza al tempo. Si può esistere a lungo eppure non avere vissuto a lungo e questo perché passato, presente e futuro hanno una consistenza diversa, a seconda di come vengono valorizzati. In un'epoca come la nostra in cui il tempo è un valore ancor più prezioso di quanto non lo fosse per Seneca, questo insegnamento rimane uno dei più attuali e difficili da mettere a frutto.

Le metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius <43 a.C.-18 d.C.>

Le metamorfosi / Ovidio Nasone ; testo latino e traduzione in versi italiani di Ferruccio Bernini

Bologna : Zanichelli, stampa 1968-stampa 1970

Abstract: Che cos'hanno da dire all'uomo del ventunesimo secolo le storie di Narciso che si consuma nell'amore di sé, di Aracne ragnificata per la propria superbia, di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle brame di Apollo, di Mirra innamorata di suo padre e Bìblide di suo fratello, di Progne e di Medea che, assetate di vendetta, si fanno assassine dei propri figli? Perché dovrebbero interessargli due alluvioni universali, una trentina di stupri e quasi altrettanti stupri mancati, più di un caso di transessualità, tre incesti e due tentati incesti, circa sedici fiumi innamorati, quattro isole e otto cani che cominciano con la lettera 'L'... per non dire delle centinaia di alberificazioni, uccellificazioni, pietrificazioni, stellificazioni che si tamponano, si abbinano, si contaminano, si mescolano, si inquinano senza pudore nelle Metamorfosi di Ovidio? Per rispondersi, l'uomo del ventunesimo secolo farà bene a sgranare gli occhi su questo libro e affacciarsi su una incredibile raffica di mutazioni, scandite da scarti di timbro, aritmie, modulazioni, tracciate talora da un'ironia micidiale, sull'orlo talora del gossip; dove però ad ogni passo può spalancarsi il crepaccio della tragedia. Se saprà riconoscersi nel delicato nonsenso di essere sempre chi è diventando continuamente un altro, e nel suo segreto bisogno di incantesimi e di mostri, si potrà permettere la libertà di perdersi fra gli esametri di questo libro, lasciandosi accompagnare dalla traduzione di Vittorio Sermonti.

Lettere disperse
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Petrarca, Francesco <1304-1374>

Lettere disperse : varie e miscellanee / Francesco Petrarca ; a cura di Alessandro Pancheri

Parma : Guanda ; Fondazione Pietro Bembo, copyr. 1994

Abstract: Questo volume riunisce insieme per la prima volta due delle raccolte epistolari petrarchesche (le poco conosciute Varie e Miscellanee) con l'aggiunta di alcune lettere scoperte di recente. Le Lettere disperse, scritte in latino e qui presentate con traduzione a fronte e ampie note introduttive, rientrano nel piano petrarchesco di lasciare un'immagine di se stesso per i posteri e sono caratterizzate da un'estrema varietà di contenuti e di stili (dal biglietto di saluti alla riflessione storica, politica, morale e letteraria) adattati ai più diversi destinatari, dai letterati più o meno noti (fra i quali Boccaccio) ai più grandi potenti dell'epoca.

I Menecmi
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

I Menecmi / Tito Maccio Plauto ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

[Milano] : Fabbri, stampa 1996

Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.