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La Germania
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Tacitus, Publius Cornelius <55/58-117> - Tacitus, Publius Cornelius <55/58-117>

La Germania ; La vita di Agricola ; Dialogo sull'eloquenza / Cornelio Tacito ; prefazione, testo latino e traduzione di Anna Resta Barrile

Bologna : Zanichelli, 1964

Abstract: Composto probabilmente tra il 98 e il 100 d.C, il Dialogo sull'oratoria, discussione in forma dialogica sul problema del declino dell'eloquenza e delle sue cause, è un'opera assai originale nel complesso della produzione di Tacito, sia per il contenuto non storiografico sia per lo stile, che preferisce una ciceroniana eleganza alla concisione tesa e asimmetrica, che è la cifra caratteristica della scrittura tacitiana. Per questo, in passato, sono stati avanzati dubbi sulla sua paternità, oggi in gran parte fugati dalla filologia. Tacito raccoglie qui le fila di un dibattito durato un secolo, quello sulla crisi dell'oratoria pubblica, strettamente legato a quello della libertà politica, portando una nota di riflessione profondamente personale. E proprio in questa istanza autobiografica sembra risiedere il significato di quest'opera, così problematica e enigmatica, ma proprio per questo a tutt'oggi ricca di fascino.

Anfitrione
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Anfitrione ; Bacchidi ; Menecmi / Tito Macco Plauto ; introduzione e note di Margherita Rubino ; con un saggio di Vico Faggi ; traduzione di Vico Faggi

Nuova trad

Milano : Garzanti, 1993

Abstract: Nel II secolo a.C. circolavano sotto il suo nome oltre cento commedie. Nel secolo successivo Varrone sottomise a un severo vaglio la copiosa produzione e accettò come sicuramente autentiche solo 21 commedie. Anfitrione, Bacchidi e Menecmi sono tre commedie giocate sugli equivoci che nascono dalla presenza in scena di personaggi identici: nelle Bacchidi e nei Menecmi si tratta di gemelli, nell'Anfitrione, invece, di Giove, che prende le sembianze del marito di Alcmena e di Mercurio che prende quelle di Sosia (passato poi, per antonomasia, a indicare la copia somigliantissima di un individuo).

Aulularia
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.> - Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Aulularia ; Miles gloriosus ; Mostellaria / Tito Macco Plauto ; introduzione e note di Margherita Rubino ; con un saggio di Vico Faggi ; traduzione di Vico Faggi

Milano : Garzanti, 1996

Abstract: Pregio di Plauto è la sua prodigiosa ricchezza linguistica: i giochi di parole, le assonanze, i doppi sensi; le espressioni che spaziano dall'arcaico al neologismo, dalle deformazioni grottesche a volgarità che oggi si direbbero surreali; la magistrale padronanza delle possibilità musicali della parola, lo scoppiettante incalzare dei dialoghi. Tutto questo, insieme alla comicità esplicita e prepotente e alla rapidità del movimento scenico, comunica alle commedie plautine una verve irresistibile. Il teatro di Plauto è stato un importante modello per quello rinascimentale e per la successiva commedia dell'arte, fornendo una galleria di tipi e di situazioni cui hanno attinto, nei secoli, autori italiani e anche europei.

Metamorfosi, L'asino d'oro
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Apuleius <circa 125-circa 180>

Metamorfosi, L'asino d'oro / Apuleio ; a cura di Marina Cavalli

Milano : A. Mondadori, 1994

Abstract: Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l'asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana.

Il soldato fanfarone
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Il soldato fanfarone / Plauto Tito Maccio ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

Ed. con nuova introduzione

Milano : Rizzoli, 1980

Abstract: A Efeso, Pleusicle riesce a liberare Filocomasio, una ragazza da lui amata, che era stata rapita da Pirgopolinice, un soldato spaccone e vanitoso. Con l'aiuto dell'amico Periplecomeno e del servo Palestrione fa a credere al soldato fanfarone che Acroteleuza, una cortigiane che si finge moglie di Periplecomeno, si sia invaghita di lui. Lusingato dalla conquista, il soldato lascia libera Filocomasio. Periplecomeno, fingendosi geloso, fa bastonare Pirgopolinice dai servi.

Mostellaria
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.> - Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Mostellaria ; Persa / Plauto ; a cura di Maurizio Bettini

Milano : A. Mondadori, 1991

Abstract: Teopropide è lontano da casa per affari, intanto il figlio Filolachete se la spassa con l'amata Filomazio, una serva da lui riscattata a caro prezzo. Il servo Tranione, per coprire il padroncino che con Filomazio e un amico ubriaco si sta divertendo nella casa, sbarra la strada a Teopropide, tornato inaspettatamente, dicendogli che la casa è infestata dagli spiriti e che il figlio, per comprare una casa nuova, ha dovuto pagare una grossa somma (quella che in realtà gli è servita per riscattare Filomazio). Dapprima l'inganno riesce, poi però Teopropide scopre la verità ed è furente contro il figlio. L'amico, non più ubriaco, riesce a rabbonirlo e a ottenerne il perdono.

L'amicizia
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Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

L'amicizia / Cicerone ; traduzione di Carlo Saggio ; note di Emanuele Narducci ; prefazione di Giorgio Montefoschi

Milano : BUR : Corriere della sera, 2012

L' amicizia
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Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

L' amicizia / Marco Tullio Cicerone ; cura e versione di Emma Maria Gigliozzi

[Ed. integrale]

Roma : Newton Compton, 1993

La vecchiaia
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Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.> - Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

La vecchiaia ; L'amicizia / Marco Tullio Cicerone ; introduzione e note di Nicoletta Marini ; con un saggio di Gianna Petrone

Milano : Garzanti, 1990

Abstract: Opere tra le più lette fin dal Medioevo, affrontano, nella tradizione dei dialoghi filosofici, temi che la natura stessa dell'esistenza rende autenticamente immortali. Non una consolatio sulla vecchiaia, la prima, ma il tentativo di alleviare il peso dell'età mostrando come la compiutezza della vita sia una grande conquista quando dietro di sé si lasciano opere da ricordare. Esortazione a riconoscere l'insostituibilità dell'amicizia, la seconda, perché essa è il bene più grande concesso all'uomo dopo la sapienza.

La brevità della vita
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

La brevità della vita / Lucio Anneo Seneca ; introduzione, traduzione e note di Alfonso Traina

Ed. riv. e aggiornata, 18. ed

[Milano : Rizzoli], 2004

Adelphoe
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Terentius Afer, Publius

Adelphoe ; Heautontimorumenos / Terenzio ; a cura di Lisa Piazzi

Milano : A. Mondadori, 2006

Abstract: Entrambe le commedie traggono il loro soggetto da opere di Menandro e negli intrecci sembrano non discostarsi dai canoni del genere: giovani innamorati, genitori che li contrastano, bambini perduti di cui si ritrovano le origini portando così al felice scioglimento finale. Ma tutta nuova è l'attenzione per la psicologia dei personaggi, indagata con finezza e con una lingua elegante e raffinata.

Metamorfosi / Ovidio ; testo critico basato sull'edizione oxoniense di Richard Tarrant. Vol. 3: Libri V-VI
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Metamorfosi / Ovidio ; testo critico basato sull'edizione oxoniense di Richard Tarrant. Vol. 3: Libri V-VI / a cura di Gianpiero Rosati ; traduzione di Gioachino Chiarini

Abstract: Insieme all'Odissea, le Metamorfosi sono il libro più fortunato che l'antichità classica ci abbia lasciato. Per la sua leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità Italo Calvino lo affidava al terzo millennio. È la summa del mito antico, ma anche delle passioni e dell'infelicità che dominano da sempre il mondo. Tutto, secondo Ovidio, muta: il cosmo, gli dèi, i corpi degli uomini e delle donne. Nelle Metamorfosi, le storie di animali che divengono pietre, di eroi e ninfe mutati in stelle, di numi che s'incarnano, nascono l'una dall'altra, si intrecciano, riaffiorano in sequenza velocissima e cangiante.

I Menecmi
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

I Menecmi / Tito Maccio Plauto ; introduzione di Cesare Questa ; traduzione di Mario Scandola

Milano : Rizzoli, 1984

Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.

Storia dei Longobardi
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Paulus Diaconus <circa 720-799>

Storia dei Longobardi / Paolo Diacono ; a cura di Lidia Capo

Milano : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 1992

Abstract: "Racconta Paolo Diacono che quando, nel 568, i Longobardi giunsero ai confini d'Italia, il loro sovrano Alboino salì su un monte, e di lassù contemplò il paese che gli si apriva davanti, come Mosè aveva fatto per la terra promessa. Era l'inizio di una dominazione destinata a durare due secoli, che avrebbe fatto di una gente barbarica un popolo romanizzato, pur nella persistente coscienza della propria identità nazionale. Di questa straordinaria avventura storica abbiamo testimonianza nell'opera di uno dei più autorevoli intellettuali dell'età longobarda, Paolo Diacono, nato a Cividale del Friuli tra il 710 e il 720. Cancelliere di corte, rapido assimilatore della cultura latina, Paolo seguì le vicende dell'ultima monarchia longobarda e fu consigliere culturale dell'ultima figlia del re Desiderio, Adelperga, andata sposa al duca di Benevento. Dopo la sconfitta di Desiderio ad opera di Carlo Magno, che lo accolse per qualche tempo alla sua corte, Paolo si ritirò nel cenobio di Montecassino, dove compose la sua opera estrema, la ""Storia dei Longobardi"", cui è soprattutto affidata la sua fama. Nel tratteggiare la vicenda del suo popolo, dall'origine scandinava e mitica fino allo sviluppo della potenza in Italia, Paolo mostra orgogliosa consapevolezza del ruolo da esso svolto nella storia. I Longobardi gli appaiono i veri eredi della civiltà classica e cristiana: e le figure dei loro re campeggiano suggestive sullo sfondo di un racconto che al respiro epico alterna l'evocazione di un antico patrimonio di costumi, consuetudini, leggende.

Le metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius <43 a.C.-18 d.C.>

Le metamorfosi / Ovidio Nasone ; testo latino e traduzione in versi italiani di Ferruccio Bernini

Bologna : Zanichelli, stampa 1968-stampa 1970

Abstract: Che cos'hanno da dire all'uomo del ventunesimo secolo le storie di Narciso che si consuma nell'amore di sé, di Aracne ragnificata per la propria superbia, di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle brame di Apollo, di Mirra innamorata di suo padre e Bìblide di suo fratello, di Progne e di Medea che, assetate di vendetta, si fanno assassine dei propri figli? Perché dovrebbero interessargli due alluvioni universali, una trentina di stupri e quasi altrettanti stupri mancati, più di un caso di transessualità, tre incesti e due tentati incesti, circa sedici fiumi innamorati, quattro isole e otto cani che cominciano con la lettera 'L'... per non dire delle centinaia di alberificazioni, uccellificazioni, pietrificazioni, stellificazioni che si tamponano, si abbinano, si contaminano, si mescolano, si inquinano senza pudore nelle Metamorfosi di Ovidio? Per rispondersi, l'uomo del ventunesimo secolo farà bene a sgranare gli occhi su questo libro e affacciarsi su una incredibile raffica di mutazioni, scandite da scarti di timbro, aritmie, modulazioni, tracciate talora da un'ironia micidiale, sull'orlo talora del gossip; dove però ad ogni passo può spalancarsi il crepaccio della tragedia. Se saprà riconoscersi nel delicato nonsenso di essere sempre chi è diventando continuamente un altro, e nel suo segreto bisogno di incantesimi e di mostri, si potrà permettere la libertà di perdersi fra gli esametri di questo libro, lasciandosi accompagnare dalla traduzione di Vittorio Sermonti.

De brevitate vitae
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

De brevitate vitae / Seneca ; a cura di Tommaso Gazzarri

[Milano] : Oscar Mondadori, 2010 (stampa 2011)

Abstract: Tra i dialoghi filosofici più famosi di Seneca, il De brevitate vitae venne composto probabilmente tra il 49 e il 55 d.C. ed è dedicato a Paolino, da identificarsi forse con il suocero del filosofo: un uomo dunque sufficientemente maturo per comprendere e apprezzare la profondità del messaggio senecano. Il tema trattato è di quelli che rimangono di perenne attualità: la fugacità del tempo e la brevità della vita. Che però, sostiene Seneca, appare tale solo a chi, non sapendone afferrare la vera essenza, si disperde in mille futili occupazioni. Di fronte a questa massa di occupati, assediati dalle proprie inutili attività, Seneca propone il suo modello umano, il saggio che si dedica all'otium, vivendo in prima persona l'alternativa etica alla società violenta dell'epoca neroniana e trovando nella riflessione filosofica il metodo per ristabilire l'equilibrio morale e recuperare la salute dello spirito; la conoscenza di sé diventa così il punto di partenza per dare un significato nuovo al proprio agire nel mondo e al suo valore sociale. Riappropriarsi del proprio tempo vuol dire dunque rivendicare con forza il diritto di riappropriarsi di se stessi, esercitando la forma più alta di libertà, di esperienza culturale e intellettuale, di una socialità che affratella gli uomini.

La regola di san Benedetto e le regole dei Padri
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Benedictus, santo <circa 480-547>

La regola di san Benedetto e le regole dei Padri / a cura di Salvatore Pricoco

[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 1995

Abstract: Pubblicando con il testo latino a fronte i 73 capitoli della Regola, la Fondazione Valla ci dischiude i segreti di un testo che, pervaso dal senso dell'ordine, della concretezza, dell'equilibrio, anticipa le future conquiste del pensiero moderno. Da queste pagine San Benedetto emerge come un antesignano della politica parlamentare, dell'economia agricola e artigianale, dell'editoria libraria (lo studio e la trascrizione dei codici), della psicologia e dell'antropologia.

Metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius <43 a.C.-18 d.C.>

Metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; introduzione e traduzione di Mario Ramous ; note di Luisa Biondetti e Mario Ramous

[Milano] : Garzanti, 1995

Abstract: L'inesauribilità del carmen perpetuum, l'aggregarsi di storie indipendenti accomunate da uno stesso tema, sino a costituire una sorta di poema collettivo, ma con l'ambizione di assurgere a emblema di tutto l'universo materiale e culturale, presente e passato: queste sono in sostanza le Metamorfosi ovidiane, un poema che si leva oltre i limiti imposti dalle varie poetiche per progettarsi come summa del patrimonio letterario del mondo occidentale. E si aggiunga la profonda ambiguità del tema dominante, la metamorfosi, il mito più inquietante che si possa proporre e che, nel letteratissimo Ovidio, si esplica in tutta la sua connaturale instabilità, nella duplicità degli atteggiamenti, nei confini indeterminati tra realtà e finzione.

[Vol. 1]: Amphitruo
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

[Vol. 1]: Amphitruo ; Asinaria ; Aulularia ; Bacchides

La provvidenza
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65> - Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

La provvidenza : La brevità della vita / Seneca ; traduzione e note di Alfonso Traina ; prefazione di Marco Rizzi

BUR : Corriere della sera, 2012