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La casa di Mango Street - Sandra Cisneros

Frammenti di vite che si scontrano, finestre di case su un'unica via, Mango Street, in cui abbiamo occasione per brevi attimi di guardarvi dentro attraverso gli occhi e le parole di Esperanza Cordero. Esperanza è una bambina che cresce nelle pagine del libro. Cresce abbandonando gradualmente alcune ingenuità; cresce scontrandosi con la realtà ingiustamente differenziata in base al colore della pelle; cresce ricevendo i consigli di persone più grandi che si ritrovano bloccate. Cresce tra la povertà di famiglia e la disparità di genere, sognando presto di andarsene. Ma un giorno dovrà ricordarsi di tornare per gli altri, "per quelli per cui non è facile andarsene come per te". Le donne di Mango Street spesso non hanno altro che finestre da cui osservare il resto del mondo e il traffico scorrere, mentre chiedono per favore ai passanti di portar loro del latte di cocco o del succo di papaya, mentre si aggrappano alla loro lingua madre - "No speak English" -, mentre gli uomini decidono per loro, mentre i ragazzi le fissano, mentre dei barboni le pagano e degli anziani rubano loro dei baci. Donne che si trovano chiuse dentro le loro case, i vetri che si appannano di rimpianti e sogni infranti. Esperanza vorrebbe una casa tutta sua, uno spazio in cui rifugiarsi: chissà se ce la farà.

Omoiyari - Erin Niimi Longhurst

Non ho trovato molto di nuovo, per quanto riguarda il contenuto di questo manuale, rispetto ad altri titoli analoghi che ho già letto sullo stile di vita giapponese. Avrei dato inizialmente tre stelle, perché il libro è scritto bene, in maniera semplice e chiara, senza troppa ridondanza, e la struttura delle varie parti risulta ordinata. Però la cura editoriale e la veste grafica con le meravigliose illustrazioni e i proverbi meritano di essere valorizzate. I termini in giapponese sono adeguatamente tradotti direttamente nel testo e poi riportati tutti in fondo al libro in un glossario. Ho anche scoperto una delle mie nuove parole preferite, "kokoroire" (che significa fare le cose con sincera dedizione, impegnandosi al massimo e mettendoci il "kokoro", l'intreccio di cuore, mente e anima), e il modo di dire "fugen jikkō" (ossia "fai parlare le tue azioni").
Per tutto questo, e per il fatto che ormai una parte di me è giapponese e si ritrova in moltissimi dei comportamenti descritti e auspicati (come vorrei essere con me stessa e con gli altri), ecco che le stelle sono diventate quattro. Ma, appunto, è un quattro più soggettivo che oggettivo.