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I gruppi di lettura
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Gavazzi, Luigi <giornalista>

I gruppi di lettura

Editrice bibliografica, 2019

Abstract: Come si crea un gruppo di lettura e come si mantiene libero e creativo? Il fenomeno esteso e variegato della lettura condivisa in questo libro viene raccontato e analizzato prima di tutto dal punto di vista organizzativo e pratico: la scelta del libro, le regole e le modalità di discussione, il ruolo e la necessità - non scontata - di avere una guida, i luoghi di riunione. L'esperienza concreta dei lettori nei gruppi di lettura viene raccolta con osservazioni sul campo e interviste. Cosa significa condividere la lettura? Perché sentiamo il bisogno di parlare con altri di quel che leggiamo? Che differenza c'è fra il conversare al bar con un amico dell'ultimo libro e parlare in un contesto sociale più strutturato come quello dei circoli dei lettori organizzati? Una parte dell'analisi è infine dedicata alle tipologie di gruppi e alle differenti modalità di lettura che adottano, senza trascurare le forme nate e sviluppatesi su internet.

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Alice Raffaele
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Chi conduce, organizza o coordina un gruppo di lettura in Italia non può non conoscere Luigi Gavazzi e il suo sito internet (https://gruppodilettura.com), ricco di articoli riguardanti i GdL. Il più celebre e letto credo sia "Gruppi di lettura: come crearne e uno e farlo vivere felice" (https://gruppodilettura.com/2011/06/29/gruppi-di-lettura-come-crearne-e-uno-e-farlo-vivere-felice/), che risale a ben nove anni fa ed è comunque sempre attuale, un ottimo punto di partenza per chi abbia in mente il progetto di avviare un gruppo. Da dicembre 2019 ora c'è anche questo libro a disposizione che, a partire dai post più significativi, approfondisce tutti gli aspetti legati alla nascita, alla vita e all'espressione di un gruppo di lettura.

"Un gruppo di lettura non è un seminario, una lezione, un simposio." (pag. 38)
Non si fa critica letteraria, non ci si sostituisce ai critici di professione.
Chi partecipa a un gruppo di lettura lo sa: la nostra forza motrice è il voler condividere, attraverso una discussione articolata, quanto ci abbia colpito un libro, senza scadere nella generalità o nella banalità.

"Partecipare a un gruppo di lettura è una scelta forte che si colloca all'incrocio fra l'amore estetico per la scrittura d'autore, il bisogno di conoscenza, l'emozione della lettura personale, l'urgenza del dire e condividere questa scoperta." (pag. 40)

Lettura appartata, lettura condivisa, lettura importante, co-lettura: quante tipologie ci sono!
E concordo fortemente con Luigi Gavazzi quando scrive:
"Il lettore che parla della propria lettura lavora alla estensione della propria soggettività, rinnovata, che si fa più ricca, che allarga la prospettiva e forza i limiti della contingenza quotidiana abituale; la lettura, la sua appropriazione e la sua socializzazione e condivisione è parte del processo di questo superamento dei confini imposti agli individui, delle identità attribuite, imposte. Parlare dei libri che allargano le nostre vite significa anche contribuire alla creazione di sé stessi, della propria personalità, di arricchirla, farla più complessa e inclusiva." (pag. 81-82)

La lettura è spesso vista come un'azione solitaria, ma c'è solitudine e solitudine: questa infatti è "feconda, coltivata, ricercata, difesa" (pag. 84). Il testo si riferisce a questi momenti come a quelli di "back stage", raffrontandoli con quelli di "front stage", quando invece partecipiamo agli incontri in pubblico, insieme agli altri, esponendoci e presentando noi stessi. Per descrivere le attività e le interazioni di un gruppo di lettura è poi presentato anche un altro modello, oltre a questo del teatro, chiamato "community of practice", centrata su un'esperienza. "Ciò che unisce non è il libro, né cosa si legge ma il leggere in quanto tale." (cit. Luca Ferrieri - pag. 115).

Ciò che dovrebbe fare un gruppo di lettura - e ciò che spero sempre di riuscire a realizzare in quello che gestisco io - è di favorire l'espressione degli altri lettori. La responsabilità di chi organizza il gruppo è quello di facilitatore e conduttore (dal latino "conduco", i.e., "cum" + "duco", ossia "condurre CON", ASSIEME). Non vi sono altre differenze rispetto agli altri partecipanti, il valore dell'opinione non è maggiore solo per il ruolo.
Non sempre è semplice coordinare il gruppo, perché i partecipanti sono eterogenei nelle loro personalità, conoscenze e obiettivi. Vi sono vari modelli di lettori, come descrive Gavazzi, di cui tener conto nello svolgimento delle discussioni. Queste poi non devono risultare troppo guidate o fisse nella forma, bisogna trovare un equilibrio tra il lasciar andare tutti a ruota libera e il porre domande precise e puntuali, rispettando partecipanti e conduttori.

Il saggio è quindi imperdibile non solo per chi coordina, ma anche per chi partecipa o ha intenzione di farlo un giorno in un futuro prossimo.

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