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Blast
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Larcenet, Manu <1969->

Blast

Coconino press : Fandango, 2019

Abstract: L'italo-francese Polza Mancini, è un clochard obeso e alcolista. Un uomo di 38 anni intrappolato in un corpo goffo ed enorme, specchio di violenti tormenti interiori. Lo troviamo in una cella, all'inizio della storia, interrogato da due poliziotti. È accusato di aver fatto del male a una donna, che ora si trova in coma. Lui comincia a raccontare per flashback una strana storia: era un rispettabile scrittore di libri di gastronomia, sposato, una vita normale. Dopo la morte di suo padre, ucciso da un cancro, ha avuto un crollo psicologico, ha lasciato tutto e ha cominciato a vagare nelle campagne e a vivere per strada come un barbone. Di tanto in tanto Polza ha dei momenti di illuminazione, allucinazioni-epifanie (il Blast del titolo), durante le quali si sente miracolosamente leggero, in armonia e in equilibrio con se stesso. In quegli istanti ha visioni dei misteriosi Moai, le statue colossali dai volti imperscrutabili dell'Isola di Pasqua, che vorrebbe confusamente raggiungere... Chi è Polza? Uno psicopatico, oppure il testimone di una verità profonda che noi normali non riusciamo a vedere?

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Clara Toninelli
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Blast è un'opera dolorosa. Un viaggio lirico e violento al confine fra normalità e follia, verità ed esattezza, dentro e fuori.

La cornice è quella del noir: un accusato di pluriomicidio racconta la sua versione dei fatti ai due poliziotti che l'hanno arrestato.
Fin dalla sua entrata in scena, NON siamo portati a empatizzare con lui: fisicamente è sgradevole, così tracimante di grasso e con quell'enorme naso.
Ma pian piano, non possiamo evitare di seguirne i ragionamenti, assistere alle sue sofferenze, capire il suo desiderio di vita "vera" e libera.
Polza Mancini, questo è il nome del protagonista, vuol vivere al di là delle regole, alla ricerca del "blast" una sorta di illuminazione deflagrante che lo fa sentire in armonia col tutto. Correre nudo nei boschi vivendo come un animale, andare in giro come un barbone, bere fino all'abbruttimento, o drogarsi, fa tutto parte di questa ricerca.
Ma tutto frana, in una girandola di abiezione e inabissamento nel peggio...

I disegni di Larcenet sono evocativi, il bianco e nero porta il discorso in una cornice a suo modo lirica, in forte contrasto con la materialità greve (fisica e morale) al centro della narrazione. Anche il livello stilistico manifesta dunque la dicotomia strutturale dell'opera, il suo procedere per via oppositiva.

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