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Un continuo essere alunni
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Turroni, Paola <1971-> - Santini, Cristiana <1965->

Un continuo essere alunni : un'esperienza pedagogica e comunitaria senza confini / Paola Turroni, Cristiana Santini ; prefazione di Andrea Canevaro

Lindau, 2019

Abstract: Nel 1965 don Paolo Tonucci andò come missionario ed educatore nella zona di Salvador de Bahia, in Brasile, pensando di portare verità e aiuto a persone in difficoltà. Fu profondamente cambiato da quel viaggio, così come quel mondo lontano cambiò nell’incontro con lui. Molti anni dopo, una scrittrice e poetessa e una psicoanalista si imbattono nei suoi scritti dell’epoca e capiscono che quell’esperienza non è esaurita e può ancora essere una fonte di rinnovamento esistenziale. Attraverso la narrazione di fatti e personaggi legati alla comunità fondata da don Paolo, arricchita da approfondimenti analitici, Paola Turroni e Cristiana Santini portano alla luce un modo umanizzante di intendere l’educazione, in grado di proporre sorprese e suscitare un inatteso stupore. Educare è sempre l’incontro con un paese straniero, significa andare a casa di qualcuno per portare qualcosa di proprio. Può essere una invasione oppure uno scambio. Le autrici hanno voluto approfondire il delicato tema dell’educazione facendosi insegnare da una esperienza concreta ed estrema: l’esperienza missionaria di don Paolo Tonucci. Colpite dalle sue lettere, dalla sua idea di farsi “concime”, di saper scomparire, di divenire alunni per imparare a essere maestri, hanno incontrato il popolo da cui egli scriveva di essere stato educato, per farsi raccontare, per raccogliere quei frutti che egli sperava di aiutare a crescere. Il titolo “Un continuo essere alunni”, riprende una frase di don Paolo Tonucci e ci indica lo spirito del libro che si muove fra storie, emozioni, visioni, vite, umanità e il desiderio di capire, di sapere qualcosa di più sulla relazione educativa, sulle relazioni, sull’essere umano, per mezzo di riflessioni guidate dallo strumento teorico della Psicoanalisi, perché la teoria serva a estrapolare ciò che la vita può insegnarci e non viceversa.

La vita inizia dove finisce il divano
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Benini, Veronica <1976->

La vita inizia dove finisce il divano / Veronica @Spora Benini

DeAgostini, 2019

Abstract: Che cosa succede quando ti rendi conto che la tua vita ti sta stretta? Che non ti corrisponde, perché è fondata sulle aspettative degli altri? Moltissime persone sentono una profonda esigenza di cambiare, ma è così difficile capire quando è arrivato il momento di dire “basta”, e vedere la via per farlo davvero. A 33 anni, Veronica vive a Parigi, ha un ottimo lavoro, un marito, una casa. Ha perfino comprato il divano che sognava da bambina. Ma nel giro di una notte la terra le viene meno sotto i piedi: un cancro al collo dell’utero, il marito che chiede il divorzio, le cose di ogni giorno che sembrano perdere senso. Mentre cerca di capire come rialzarsi, Veronica apre un blog e un account Twitter, e trova online una community pronta a seguirla e sostenerla. Si fa strada la pazza idea di mollare tutto e andare a vivere in un furgone Volkswagen: non per fare una vacanza “da hippie”, ma per cominciare una vita completamente nuova in Italia, dedicandosi a un’attività ideata, pianificata e lanciata da lei, infischiandosene del giudizio degli altri (perché si sa, dal divano sono tutti furgonisti). E che importa se ancora non ha la patente! Comincia così un’avventura on the road – fra autisti trovati su Twitter, amicizie straordinarie e iniziative social che sfociano nella vita reale – ma anche una storia imprenditoriale di successo che diventa un modello per moltissime donne. “Spora” è il nickname di Veronica sul web, ma è diventata anche una SRL. “Spora” è un personaggio che dà voce a tutte quelle persone che sono ancora e sempre alla ricerca di sé stesse e della propria personale strada verso la felicità. “Spora” è la protagonista di questo libro in cui – partendo dalla sua storia e dalle esperienze vissute sulla sua pelle – Veronica dimostra che si può rinascere, si può credere in sé stesse, si può ricominciare. Perché l’Ormai non esiste.

L’inferno è un posto molto piccolo
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L’inferno è un posto molto piccolo : voci dall’isolamento carcerario / a cura di Jean Casella, James Ridgeway, Sarah Shourd ; traduzione di Luisa Ravagnani ; contributi di Todd L. Ashker ... [et al.]

A, 2019

Abstract: Lo Special Rapporteur on Torture delle Nazioni Unite, nel suo report del 2011 ha definito l’uso dell’isolamento per più di quindici giorni come trattamento inumano o degradante se non addirittura come tortura. Tale forma di detenzione esasperatamente punitiva coinvolge più di 80.000 persone recluse negli Stati Uniti d’America e solleva una moltitudine di doverose perplessità in tema di compatibilità del suo utilizzo con la tutela dei diritti umani dei detenuti. La raccolta della maggior parte dei saggi pubblicati nel volume scaturisce proprio da quei “buchi” senza finestre e senza aria naturale nei quali gli autori sono lasciati, come morti viventi, a volte anche per più di trent’anni.

Cronista del disagio autistico
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Pamparana, Andrea <1953->

Cronista del disagio autistico / Andrea Pamparana

Aracne, 2019

Abstract: Il bambino affetto da autismo ha lo stesso sguardo di un lupo. Ti fissa come se non esistessi, attraversandoti come una lastra di vetro. Fin dai primi mesi di vita, la sua attenzione non è rivolta agli occhi della madre ma alla bocca, rifugge dal riconoscimento facciale che gli crea ansia e insicurezza. È come un orsacchiotto abbandonato vicino a una sedia. Questo testo osserva la sindrome dal punto di vista delle famiglie che vivono il dramma quotidiano della battaglia contro le istituzioni, la burocrazia e i pregiudizi, attraverso le testimonianze di madri e padri raccolte dall’Indignato speciale. L’indagine si avvale del contributo scientifico di neuropsichiatri, assistenti sociali, pedagogisti, associazioni di familiari.

Grammatica dell'integrazione
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Ongini, Vinicio <1956->

Grammatica dell'integrazione : italiani e stranieri a scuola insieme / Vinicio Ongini

Laterza, 2019

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Abstract: Un racconto prezioso delle tante realtà che nella scuola italiana da anni praticano l’integrazione a firma del maestro Vinicio Ongini, uno dei massimi esperti di questo tema nel nostro paese. L’integrazione tra italiani e stranieri è a scuola una realtà. Il libro chiama a raccolta i protagonisti delle tante esperienze positive in atto da anni nelle aule del nostro paese: insegnanti, presidi, alunni, sindaci, genitori, artisti mostrano i tanti modi in cui l’integrazione si declina. Si incontreranno in queste pagine i ‘costruttori di ponti’ delle scuole dell’infanzia e gli esercizi di ‘buon senso’ degli studenti; si racconteranno i tentativi di convivenza e di resistenza quotidiana nei comuni e nelle periferie delle città. Si prenderanno molto sul serio le preoccupazioni e le paure delle famiglie. L’integrazione è certamente un aiuto a chi è in difficoltà, ma può essere un arricchimento per tutti: un buon numero di studenti ‘stranieri’ conosce le lingue e il mondo meglio degli studenti italiani;alcuni di loro proseguono gli studi superiori e poi si iscrivono all’università, un chiaro segnale di fiducia e speranza nel futuro. Fare integrazione vuol dire allora costruire legami di comunità e scoprire che l’influenza reciproca può essere vantaggiosa per tutti. Nel tempo dell’‘emergenza migranti’, di ‘prima gli italiani’, abbiamo bisogno più che mai di una ‘grammatica dell’integrazione’ che insegni a costruire nuove visioni di futuro.

Mio fratello Carlo
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Vanzina, Enrico <1949->

Mio fratello Carlo / Enrico Vanzina

HarperCollins, 2019

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Abstract: Insieme sono una parte importante della storia cinematografica e di costume italiana e per questo “Mio fratello Carlo” di Enrico Vanzina è il tassello di un’esperienza personale e collettiva che è difficile da dimenticare. I fratelli Vanzina sono da tanti anni sugli schermi con i loro film, ma in pochi sanno che il loro sodalizio, brutalmente interrotto dalla morte di Carlo, nasce da un’intesa fraterna ben più importante. Sessant’anni di esperienze, di momenti di salita e di discesa, di successi, risate, di televisione e di cinema, sempre insieme. Poi è arrivato l’annuncio della malattia e la graduale scomparsa nel giro di un anno di Carlo. Ad Enrico è rimasto l’attonito dolore, lo smarrimento e il ricordo e una riflessione più generale sul senso dell’esistenza e su quel carro che sembra portarci avanti e indietro da mondi diversi, imperturbabili e incomunicabili. In “Mio fratello Carlo” c’è tutto il dolore e la scoperta di non essere nessuno di fronte alla morte che ti porta via chi hai di più caro al mondo. Enrico Vanzina compie così un gesto quasi rivoluzionario per riuscire a diventare parte di un grande tutto, per sentirsi vicino al fratello, anche dopo la sua morte.

Tralummescuro
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Guccini, Francesco <1940->

Tralummescuro : ballata per un paese al tramonto / Francesco Guccini

Giunti, 2019

Abstract: "Radici" è il titolo di uno dei primi album di Francesco Guccini, e radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana - piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori - e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l'italiano e il dialetto, come da sempre ama fare. Oggi Pàvana è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più. È in questo silenzio che il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Rinascono così personaggi, mestieri, suoni, speranze: gli artigiani all'opera in paese o lungo il fiume, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi, gli animali e i frutti della terra, un orizzonte piccolo ma proprio per questo aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine sono percorse da una continua ricerca delle parole giuste per nominare ricordi, cose e persone del tempo perduto; la malinconia è sempre temperata dalla capacità di sorridere delle umane cose e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti, atmosfere, vite non illustri eppure piene di significato. Francesco Guccini non canta più, ma la sua voce si leva di nuovo per noi, alta, forte, piena di poesia, per consegnarci un'opera che è testamento e testimone da raccogliere, in attesa di una nuova aurora del giorno.

Vite che non sono la mia
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Carrère, Emmanuel <1957->

Vite che non sono la mia / Emmanuel Carrère ; traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio

Adelphi, 2019

Abstract: Nell'esperienza di ogni lettore c'è sempre l'incontro - spesso casuale, a volte unico - con un libro dall'apparenza innocua, inoffensiva, ma che poi si rivelerà essere una di quelle letture che cambiano la vita, o, quantomeno, ne sconvolgono le più sedimentate convinzioni. Ecco: Vite che non sono la mia è uno di quei libri. La storia è, come spesso lo sono le storie vere, semplice e terribile. Durante le feste di Natale del 2004, Emmanuel Carrère è in vacanza con la famiglia in Sri Lanka. Sono i giorni in cui lo tsunami devasta le coste del Pacifico: tra le migliaia di morti c'è anche Juliette, la figlia di quattro anni di una coppia di francesi a cui Carrère - accidentale testimone dello strazio di una famiglia - si lega. Qualche mese dopo, al ritorno in Francia, un altro lutto: la sorella della compagna dello scrittore - che casualmente si chiama anche lei Juliette - ha avuto una ricaduta del cancro che già da ragazza l'aveva colpita rendendola zoppa. Ha trentatre anni, un marito che adora, tre figlie, un lavoro come giudice schierato dalla parte dei più deboli, e sta morendo. Dall'incontro con Etienne, amico e collega di Juliette, anche lui passato attraverso l'esperienza della malattia, Carrère capisce che non può nascondersi per sempre: deve in qualche modo farsi carico di queste esistenze in un corpo a corpo con quell'informe che è la vita. Raccontare ciò che ci fa più paura. Ritrovare nelle vite degli altri, in ciò che ci lega, la propria. E quello che fa un testimone.

L'asino del Messia
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Goldkorn, Wlodek <giornalista>

L'asino del Messia / Wlodek Goldkorn

Feltrinelli, 2019

Abstract: "Guarda, questi sono i luoghi di re David, dei profeti". Nel 1968 Wlodek Goldkorn è un ragazzo gettato dal cuore dell'Europa alle strade di Gerusalemme. Con la sua famiglia è costretto a lasciare Varsavia, da apolide, da "non cittadino", e va in Israele, per trovare una terra in cui poter essere libero. Da un luogo perduto a un luogo da conquistare. "Osservavo mio padre, con le mani saldamente aggrappate alle assi del camioncino. Era di fronte a me. Lo sguardo rivolto fuori, i miei occhi pieni della curiosità di imparare a memoria il nuovo paesaggio della patria". Goldkorn prova interesse per la sua nuova terra, ma anche attrazione per tutto ciò che è arabo. Con un esercizio della memoria, lo stesso protagonista del "Bambino nella neve" racconta Israele e Gerusalemme: non solo la città reale, ma anche le altre Gerusalemme, immaginarie e sognate. Riflette sui simboli e sulle identità, su quella sovrapposizione dei ricordi e dei luoghi che ha qualcosa di morboso e artificiale. Parla dello scarto fra l'ideale sionista di creare un ebreo nuovo, pioniere e agricoltore, e la realtà che ha riprodotto il vecchio mondo, popolato dai fantasmi della Shoah. Ma si dichiara innamorato della lingua ebraica e della grande letteratura israeliana, quella di Amos Oz e di Lea Goldberg. La chiave del suo racconto è la nostalgia del futuro, che mette in moto il bisogno di ricostruire un passato denso di dolore e di violenza, ma anche il desiderio di conoscere e amare che appartiene a ogni adolescente impegnato nella fatica di diventare uomo.

La mattina dopo
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Calabresi, Mario <1970->

La mattina dopo / Mario Calabresi

Mondadori, 2019

Abstract: Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c'è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c'è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi . A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l'incidente in cui ha perso l'uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell'oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».

Il gusto della felicità in 50 ricette
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Bianchi, Marco <1978->

Il gusto della felicità in 50 ricette / Marco Bianchi

HarperCollins, 2019

Abstract: Oggi per la prima volta Marco ha deciso di raccontarsi, ripercorrendo i momenti più importanti, gli incontri, gli aneddoti e i ricordi che lo hanno reso la persona che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. E lo fa attraverso 50 ricette facili e gustose, ma sempre perfettamente bilanciate, che aiutano il nostro organismo a trovare e mantenere quel benessere emotivo e fisico che è fondamentale per la nostra salute. Il tutto, come sempre, condito da suggerimenti per rendere deliziose anche le ricette più salutari e da "pillole di scienza" che spiegano le virtù di cibi e nutrienti. Perché se c'è una cosa che Marco ha imparato in questi primi quarant'anni e che vuole trasmetterci è che una sana e corretta alimentazione è la chiave della felicità.

Siamo Palermo
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Agnello Hornby, Simonetta <1945-> - Cuticchio, Mimmo <1948->

Siamo Palermo / Simonetta Agnello Hornby, Mimmo Cuticchio

Mondadori, 2019

Abstract: Siamo Palermo: ovvero siamo fatti della stessa pasta di cui è fatta questa città. Simonetta Agnello Hornby e Mimmo Cuticchio si sono incontrati in anni recenti, ne è nata un'amicizia, ne è nata un'intesa che ha destato la visione a due voci di Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018. Simonetta e Mimmo raccontano e si raccontano, obbedendo al fascinoso labirinto che storia e memoria disegnano per loro. Ecco allora la Palermo della guerra, la Palermo vista dal mare e attraverso le trasparenze delle acque dolci che ancora la attraversavano, la Palermo della ricostruzione selvaggia, la Palermo dei morti per mafia. Ecco i vicoli della "munnizza", i palazzi nobiliari, le statue del Serpotta, magnifiche e sensuali, le prostitute (la bionda Nicoletta che faceva sollevare le pietre sulle quali camminava), il cuntista che fa roteare la spada per impressionare il pubblico, le grandi figure della Chiesa che si sono schierate con i poveri e contro la mafia, le atmosfere di sangue degli anni Novanta, lo Spasimo e Palazzo Butera, Palazzo Branciforte, l'arte e le isole pedonali. Simonetta e Mimmo evocano una città che guarda all'Europa, non solo in ragione della sua bellezza e delle sue contraddizioni, ma anche per il desiderio di futuro che vengono esprimendo le istituzioni e le nuove generazioni.

Storiemigranti
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Bernardi, Nicola <1988-> - Sio <1988->

Storiemigranti / Nicola Bernardi & Sio

Feltrinelli, 2019

Abstract: In un momento storico in cui le parole "immigrato", "richiedente asilo" e "clandestino" vengono sbandierate quotidianamente, è facile dimenticare che non si tratta di numeri, ma di persone. Di esseri umani, ciascuno con una vita. Con una sua storia. Sio e Nicola Bernardi, in collaborazione con il Centro di solidarietà L'Ancora di Sanremo, sono andati nei centri di accoglienza straordinaria, nella provincia di Imperia, a scoprire le storie dei migranti ospitati. Per raccontarle con ritratti fotografici e fumetti. Trentadue straordinarie storie normali, di vita vissuta e quotidiana, per ricordare come, tutte le volte che sentiamo parlare di cento persone in una barca allargo delle nostre coste, stiamo parlando di tutti noi.

Scalare il mondo
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Bonatti, Walter <1930-2011>

Scalare il mondo / Walter Bonatti ; a cura di Angelo Ponta ; illustrazioni di Andrea Ponta

Solferino, 2019

Abstract: Inseguendo i propri sogni di bambino, Walter Bonatti è diventato un personaggio leggendario, il simbolo stesso dell'avventura. Perché nelle sue sfide si è spinto sempre un po' più in là, ed è andato tanto avanti da riuscire ancora oggi a dirci qualcosa di nuovo. Erano i sogni a guidarlo, e lui ha passato la vita a realizzarli. Non solo i suoi: quelli di tutti. Scalare montagne, calarsi nei vulcani, costruire una zattera, spiare le tigri da una capanna sugli alberi, rincorrere lucertoloni preistorici, viaggiare in canoa sulle tracce dei cercatori d'oro, tirare frecce con gli indigeni, cercare rocce magiche in Amazzonia, piantare una tenda al Polo Sud o su un'isola deserta, tuffarsi da una cascata, guardare negli occhi orsi e leoni. Chi non ha mai fantasticato una di queste avventure? Ecco: lui le ha vissute tutte, e altre ancora, con meraviglia e coraggio. Coerente e solitario, Walter ha imparato presto a contare su se stesso, ha testardamente coltivato il corpo e la mente, combattendo contro i pericoli ma anche contro bugie e incomprensioni. Ha vissuto l'impossibile e ce lo ha raccontato, insegnandoci ad affrontare la paura e a non perdere la fantasia. Le sue parole, e quelle di chi lo ha conosciuto, rivelano in queste pagine l'incredibile viaggio di un ragazzo che diventa uomo, ma anche i segreti del suo successo e della sua scrittura. Una vita intera raccontata attraverso le storie più avvincenti, le emozioni e le delusioni più intense. E le più belle (e inedite) lettere d'amore.

Qualcuno da amare e qualcosa da mangiare
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Biagiarelli, Lorenzo <1990->

Qualcuno da amare e qualcosa da mangiare : ricette, storie e incontri di pura felicità / Lorenzo Biagiarelli

DeAgostini, 2019

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Abstract: Quante sono le cose che ci nutrono, nella vita? Potrebbe essere un incontro fortuito, su un marciapiedi di Londra, tra una bellissima ragazza coreana e un tipo che si è trasferito da Cremona per diventare una rockstar ma è stato appena licenziato in tronco da una caffetteria. O la frittata della nonna. O il momento in cui una mamma insegna per la prima volta come fare una cheesecake al suo bambino. O una chiacchierata, nell'ora più tranquilla, tra il cuoco kosovaro di un pub serbo e un barista italiano, mentre preparano una carbonara senza pecorino né guanciale chiedendosi se davvero la vita è rischio, come diceva Vittorio Gassman in Sleepers. O il volo traballante di una compagnia indiana, dove due innamorati si tengono per mano pregando di sopravvivere almeno fino al prossimo tandoori di pollo. O il curry preparato da un napoletano per festeggiare l'amicizia tra due padri separati, che diventa quasi una parentela. O i mac and cheese di una cena per soli uomini, uno dei quali ha dodici anni. O il primo kebab, lezione di vita e di apertura al mondo. Oppure il momento in cui quella cucina dove un giorno sei entrato per preparare dei gamberi diventa la cucina di casa tua. D'altra parte, non esistono a questo mondo altre ragioni per cui mettersi ai fornelli se non queste due: la sopravvivenza e l'amore.

Heimat
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Krug, Nora <1977->

Heimat : l'album di una famiglia tedesca / Nora Krug ; traduzione di Giovanna Granato

Einaudi, 2019

Abstract: Una giovane donna alla ricerca delle proprie radici che affondano nel periodo e nel luogo piú complessi del Novecento: la Germania hitleriana. Nora Krug setaccia archivi, colleziona foto, scova cimeli, rievoca memorie per ricostruire le vicende della sua famiglia e comprendere che ruolo essa abbia avuto durante il Nazismo. Il risultato, poetico e commovente, è una graphic novel di rara potenza immaginifica che si interroga su un senso di colpa collettivo che non accenna a disperdersi.

Tutta la forza che ho
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Sylla, Miriam <1995->

Tutta la forza che ho / Miriam Sylla ; con Maurizio Colantoni

Rai libri, 2019

Abstract: “Vorrei che il nostro Paese, l’Italia, fosse come voi”: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie la Nazionale italiana di pallavolo femminile dopo l’argento ai Mondiali del 2018 in Giappone. Miriam Sylla è lì, è una delle “Ragazze terribili”. Ha solo ventiquattro anni ed è già uno dei volti della Nazionale e del mondo della pallavolo. Nata a Palermo da genitori ivoriani, in questo libro racconta la sua vita a Maurizio Colantoni, il giornalista Rai che ci ha trasmesso, in diretta Tv, le emozioni di tante gare della pallavolo italiana. Il silenzio improvviso prima di una battuta, vincere la gravità per un istante prima di schiacciare oltre il muro avversario. La pallavolo, come la vita, vuole gioco di squadra. La connessione continua tra testa e gambe come quella tra i sei in campo e i sei in panchina. Miriam Sylla ripercorre la sua vita con lucidità: dalle prime esperienze nelle squadre giovanili alla Nazionale, la schiacciatrice di Palermo si scopre e si guarda crescere sempre sostenuta dalla sua prima squadra, la famiglia. Maurizio Colantoni “fotografa” lo spirito e la personalità di Miriam, tra l’agonismo e la passione. Ne viene fuori un dialogo intorno a temi importanti sui quali ogni sportivo si interroga. Il rapporto tra lo sport e la paura, l’ansia da prestazione che blocca le gambe, ma anche lo sguardo delle persone care tra gli spalti che ti emoziona e ti rassicura. L’esempio da seguire che diventa parte integrante della crescita, come Taismary Agüero, campionessa europea nel 2007 e nel 2009. Ma anche le difficoltà, le piccole e grandi tragedie personali, la capacità di lasciarsi scivolare addosso lo sguardo di chi ancora giudica in base al colore della pelle.

Volevo solo camminare
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Collu, Daniela <1982->

Volevo solo camminare / Daniela Collu

Vallardi, 2019

Abstract: Le gambe fremono, il cuore scalpita, la mente ha bisogno di nuovi orizzonti. È il momento di partire, di assaporare il viaggio, di mettere un piede avanti all'altro e arrivare alla meta. Questo è il racconto della preparazione, atletica e sentimentale, al Cammino di Santiago, e dei 360 chilometri che ne sono seguiti. Protagonista: Daniela Collu, atea patentata, natura-resistente e camminatrice poco convinta. Daniela ha percorso la distanza che separa León da Santiago de Compostela in dodici giorni, con uno zaino di sette chili sulle spalle, nessun compagno di avventure tranne un grandissimo "perché no?" e il tempo, strappato dopo tanti anni a un lavoro che andava troppo veloce... Sul cammino si recupera il ritmo, il senso della distanza, il passo giusto, e si respira a pieni polmoni, fino a sentire un vento nuovo dentro. E soprattutto si incontrano persone e storie che diventano importanti come la freccia che ti accompagna al traguardo. Volevo solo camminare è una guida al pellegrinaggio più famoso del mondo e insieme un diario di bordo fatto di ricordi ormai indelebili. E se dovesse venirvi voglia di mollare tutto e partire, niente paura: è la scelta giusta!

Pesce d'aprile
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Spada, Daniela <1964-> - Bocci, Cesare <1957->

Pesce d'aprile : [lo scherzo del destino che ci ha reso più forti] / Daniela Spada e Cesare Bocci

Sperling & Kupfer, 2019

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Abstract: La prima domenica a casa dopo il parto con la piccola Mia che aspetta di essere allattata, poi un improvviso dolore cancella tutto. È il 1° aprile 2000. Daniela Spada si risveglierà dal coma dopo venti giorni per ritrovarsi in un incubo ancora più grande: il lungo percorso per riprendersi dalle conseguenze di un ictus bastardo che ha colpito il cervelletto. «Non camminerà più», avverte il medico. «Certo che lo farà!» risponde il suo compagno Cesare Bocci, il volto televisivo di Mimì Augello e di tante fiction di successo, che ha più fiducia nella forza della sua donna che nelle diagnosi. E il tempo gli dà ragione: lottando contro il dolore e lo sconforto, contro un servizio sanitario a volte poco umano, e contro il rimpianto per tutto quello che l'ictus si è portato via – i primi mesi di Mia, il lavoro, la moto, il sax, lo sci d'acqua, il ballo... Daniela si è rimessa in piedi, più coraggiosa di ogni pronostico: ha ripreso a guidare, si è inventata una nuova professione e ha recuperato giorno dopo giorno il rapporto speciale con la figlia. A distanza di sedici anni, Daniela e Cesare hanno deciso di raccontare la loro storia, per dimostrare che un ictus non è la fine del mondo e, a modo suo, ha lasciato anche inattesi regali: straordinarie prove d'affetto, la scoperta di una forza insospettata , una famiglia sempre più solida. Perché, come dice Daniela, «invece di pensare a quello che non potete più fare, pensate a quello che avete in più».

La sentinella delle Dolomiti
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Budel, Carlo <1973->

La sentinella delle Dolomiti : la mia vita sulla Marmolada a 3343 metri d'altitudine / Carlo Budel

Ediciclo, 2019

Abstract: «È la montagna che mi ha insegnato a superare prove più difficili. La montagna ti insegna a fare le cose una alla volta, un passo alla volta, con il tuo ritmo e le tue forze, appoggiando saldamente un piede dopo l’altro, per non scivolare e avanzare diritto. Ti insegna a non farti prendere dal panico o dallo sconforto, anche quando non ce la fai più e ti sembra che l’obiettivo finale sia troppo lontano». Raggiungere il punto più alto della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, ti dà una scarica di adrenalina. Viverci, in solitudine, per cento giorni di seguito, è un’esperienza che ti cambia la vita. A 42 anni, Carlo Budel decide di lasciare un lavoro sicuro, a tempo indeterminato. Non sopporta più la routine quotidiana, né il pensiero che i giorni della settimana saranno uno uguale all’altro, senza sorprese, senza emozioni. Sulle montagne, Carlo trova la sua strada. Scopre per caso che stanno cercando un gestore per la Capanna Punta Penìa, il rifugio più alto delle Dolomiti. Sente che è quello il suo destino: diventare il custode della Marmolada. Tutto, a 3.343 metri d’altezza, acquista un sapore estremo, dall’esplosione di colore dell’alba, alla terribile forza dei temporali e del vento. Stando sospesi tra terra e cielo, in certi momenti sembra di toccare con mano il confine tra la vita e la morte.