Non disponibile SEMPRE
Buongiorno,
Da giorni non posso più scaricare nessun libro. Per qualsiasi titolo esce il bollino rosso e la scritta NON DISPONIBILE. L'assistenza MLOL dice che avevo un blocco sul mio profilo che ora è stato tolto ma purtroppo non è cambiato nulla. Non posso più leggere niente. Cosa posso fare?
التعليقات الأخيرة المُدْرَجَة
I sovrani del cibo - Alessandro Franceschini, Duccio Facchini
Ciò che leggi sui giornali lo trovi riassunto in un libro.
Di nome faceva Arturo - Remo Rapino
Istigata da un post di Simone Cristicchi, e supportata dalla mia fantastica Biblioteca di Ospitaletto, ho fortemente voluto questo libro.
Che, aimè, mi ha deliusa: forse per le troppe aspettative, o forse per la troppa lentezza d'atmosfera...
Il brigadiere del Carmine e la Mille miglia - Enrico Mirani
La Mille Miglia non ha bisogno di presentazioni. È una gara che richiama appassionati e no, personaggi famosi e semplici curiosi, amanti della velocità e ambientalisti sul piede di guerra. Auto lucide, tirate a nuovo, provenienti dai più grandi e famosi garage privati, che si fanno sentire non solo per il rombo del motore ma anche, forse soprattutto, per il nome della scuderia a cui appartengono.
Uniamo ora questa magnificenza sportiva al nostro brigadiere di fiducia, quel Setti che ormai conosciamo come le nostre tasche: avremo così la trama appassionata del decimo capitolo della saga nata dalla fantasia e dalla penna del giornalista bresciano Enrico Mirani (LiberEdizioni 2026).
Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/brigadiere-del-carmine-freccia-rossa/
Timira - Wu Ming 2 e Antar Mohamed
L'idea di base e' molto interessante: raccontare la vita di una cittadina italiana nata in Somalia, cresciuta in Italia, che ha scelto di tornare a vivere in Somalia e che e' poi stata evacuata durante il conflitto. E' uno sguardo diverso sugli Italiani "brava gente" e fa sempre bene guardare in faccia gli stereotipi. Ho trovato, pero' poco valida da un punto di vista narrativo la parte che racconta la vita di Isabella/Timira dalla nascita al ritorno in Somalia e alla sua scelta di vivere li: mi e' sembrata una narrazione un po' da "la nostra bella eroina che tutti amano e desiderano attraversa tutte le vicessitudini che il destino le presenta in modo brillante", un racconto un po' da romanzo rosa. Piu' autentico, invece, il racconto dalla fuga da Mogadiscio alle peripezie per trovare un alloggio dove vivere, allo scontro con la burocrazia, alla ricerca di una propria identita', per l'ennesima volta, agli scontri con il figlio.
Chiesa - Giuseppe Forlai
Un'analisi pacata e intensa sulla scristianizzazione dell'Occidente. Non c'è fatalismo nè rassegnazione, ed è una boccata d'ossigeno rispetto ai qualunquismi e alle polarizzazioni con cui troppo spesso si affronta questo tema.
I nostri mondi perduti - Marion Montaigne
Considerando il livello di approfondimento, divulgazione e la densità di riferimenti, avrei voluto che mi piacesse di più. Invece personalmente l'ho trovato molto dispersivo e, in generale, non mi ha fatto ridere molto, ma so che questo potrebbe essere un “problema” mio, nel senso che non trovo quasi mai divertenti libri classificati come tali; probabilmente preferisco altri generi di humour.
R: La signora Dalloway - Virginia Woolf
RECENSIONE CORALE A CURA DE "I MISERALIBRI – GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI"
"Mrs Dalloway" viene pubblicato per la prima volta il 14 maggio 1925 e noi lo abbiamo letto proprio durante il suo mese di pubblicazione. Virginia Woolf aveva una quarantina d’anni quando lo ha scritto e stava sperimentando qualcosa di nuovo: raccontare una sola giornata dall’interno di una persona, seguendo il flusso della coscienza di chi la viveva.
La prima parola che è venuta in mente per descrivere questo romanzo è stata FATICOSO. Non è una critica, ma più una constatazione sul fatto che la scrittura di Virginia Woolf non sia sempre così semplice o immediata da comprendere (e che una rilettura possa aiutare a chiarire o aggiungere altri dettagli). Ogni persona che si incontra in questo romanzo è una bolla, e ognuna rimane nel suo. Il testo è FRAMMENTATO, FRAZIONATO, CAOTICO, e forse il motivo è da ricondurre ai personaggi, che sono tantissimi, ognuno con una voce che moltiplica una trama lontana dalla linearità e destinata a “perdersi”.
Eppure, proprio in questa frammentazione sta la genialità. La struttura è CONCATENATA, ONDOSA - proprio come quando si galleggia nei pensieri - e passa di mente in mente senza soluzione di continuità. Virginia Woolf costruisce un intreccio che è più una “corrente” trascinante che una catena: FLUIDO, si scivola da una bolla all’altra, e ogni storia tocca le altre, spiegando diverse sfaccettature di uno stesso mondo senza mai fondersi del tutto.
È un romanzo INTROSPETTIVO nella misura più estrema: una sola giornata a Londra, dotata di tantissimi vortici di pensieri e moti dell’animo che si accumulano fino a diventare vertiginosi. Virginia mette sé stessa in ogni personaggio, per questo "Mrs Dalloway" può essere considerato un libro AUTOBIOGRAFICO in senso profondo. I personaggi con cui si entra in contatto è come se facessero un’analisi del mondo interiore di Virginia: le sue contraddizioni, i suoi rimpianti, la sua vicinanza (e distanza) dal mondo aristocratico che frequentava e giudicava al tempo stesso. Questo perché il libro è anche COMPLESSO e CONTRADDITTORIO. Woolf prendeva in giro l’aristocrazia, era vicina al socialismo del gruppo di Bloomsbury, eppure Clarissa Dalloway è una donna dell’alta borghesia londinese, attenta alle apparenze, un po’ LEZIOSA nel voler mantenere una certa immagine di sé (ma non viene mai giudicata del tutto). C’è chi al primo impatto l’ha trovata SNOB (Virginia stessa si definiva “ironicamente” così) e non è una reazione sbagliata: Clarissa stabilisce distanze - dal marito, dalla figlia, dagli amici della giovinezza - ed è una flâneuse, come la definisce Nadia Fusini: segue i passi per le strade di Londra quasi senza una meta, attenta a tutto ciò che accade intorno a lei, consapevole di quello che ha scelto di essere.
Il romanzo è tutto giocato su inclusione ed esclusione: la protagonista deve decidere chi invitare e chi no alla sua festa, e Septimus Warren Smith è la manifestazione più estrema di quell’esclusione: reduce di guerra che non riesce a sopportare di essere sopravvissuto al suo amico, “impazzito” e accudito dalla moglie Lucrezia, una ragazza milanese di basso ceto, colta per nulla, strappata dalla sua Italia. Septimus può essere considerato il rovescio oscuro di Clarissa: il suo suicidio arriva come notizia durante la festa, eppure non la distrugge. Ed è qui che il libro diventa DANTESCO, nel senso più preciso: Clarissa - da clara, luce - come inno alla vita da una parte e la morte che non rovina la festa e non è la fine di tutto dall’altra.
Il tono è MALINCONICO. Ogni personaggio ha una sua collocazione e rimpiange il passato. Il discorso sulla guerra - affidato a Septimus - è profondissimo: lui non sopporta di essere sopravvissuto, e quella sopravvivenza gli distrugge la mente. Gli accadimenti del passato e del presente si intrecciano continuamente, e la Londra del dopoguerra è una città che cammina sul trauma senza nominarlo mai espressamente (si sente, non si vede, ma c’è). "Mrs Dalloway" non è stato semplice da leggere, ma ha riservato tante riflessioni e sorprese nella narrazione (tutt’altro che scontata).
Qui di seguito vi lascio alcuni approfondimenti:
https://www.raicultura.it/amp/letteratura/articoli/2018/12/Lidia-Ravera-scoprire-Virginia-Woolf-d4f356a4-7d48-495a-9bdf-6cef9803d8c9.html?fbclid=IwY2xjawSNGslleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBLak9oQnJaaWVQenJnOGxLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmwiAQkwxCWJ0OG0k7l89q1okX1cUPWkXdXj798OxXy_ilmVIQn69JEWkAIe_aem_0Okzv5cHJ8iwHTVQQIfNLQ
https://www.raicultura.it/amp/letteratura/articoli/2020/03/Mrs-Dalloway-di-Virginia-Woolf-29a8815f-d6d0-4102-882c-6373dc4358c5.html?fbclid=IwY2xjawSNGuhleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBLak9oQnJaaWVQenJnOGxLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlNTzfvNkkrxRn0tYDHC10QU6Oaq56c5Lh1tGD2n86RWNZCuqG0IpINJW6GI_aem_yM6t4k66RK2_LxgSafj3vA
Qui trovate i riferimenti extra testuali emersi durante la discussione:
- "La crociera", romanzo del 1915 di Virginia Woolf
- "Del giardino", libro di Vita Sackville-West
- Il film "The Hours" (2002)
9 agosto 378 - Alessandro Barbero
La storia: come farla capire a chiunque, e renderla attuale. Bello!
Ombre folli - Joseph Roth, Stefan Zweig
magnifico, dovrei comprarlo.
Segni del sacro - [Renata Massa]
“Segni del sacro – Gli argenti del Museo Diocesano di Brescia” (SilvanaEditoriale, 2025) è un saggio che ci introduce nel mondo magico dell’oreficeria sacra. È bene innanzitutto ricordare in proposito che a partire dalla prima metà del XVI secolo il paratico degli orefici bresciano annoverava oltre trecento artigiani, che già nel 1483 avevano potuto chiamare il più importante artista dell’epoca, Vincenzo Foppa, per la realizzazione della pala d’altare della loro cappella presso la chiesa di Santa Maria del Carmine.
Dalle importantissime botteghe orafe uscì un vero tesoro d’arte sacra, conservato nelle chiese locali, e per il quale, già dal 1988, la Diocesi di Brescia ha iniziato un sistematico lavoro di inventariazione.
L’autrice ci offre un catalogo ragionato delle suppellettili liturgiche, il cui studio è spesso riservato ad un pubblico esclusivo di addetti ai lavori: il libro ha invece tutt’altra intenzione, cioè quella di avvicinare all’argomento anche chi non ha una preparazione tecnica specifica e per questo utilizza un linguaggio discorsivo, scientificamente ineccepibile ma alla portata di tutti.
Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/segni-del-sacro-renata-massa/
L'ultimo segreto di Majorana - [Lorenzo Paletti]
Quando, com’è normale fare in libreria, si prende tra le mani questo tomo e lo si sfoglia, si ha l’impressione di avere a che fare con la “follia” di un autore, Lorenzo Paletti, che ha accumulato una pagina sull’altra, di fogli stampati, forse seguendo una qualche logica, o forse no, al fine di ottenere settecento pagine. Poi, iniziando a leggere, la prefazione di Massimo Polidoro, co-fondatore con Piero Angela e segretario nazionale del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, incuriosisce e rassicura, spingendo in un’avventurosa lettura.
Lettura che supera inizialmente un doveroso glossario scientifico e poi un’agguerrita premessa sul motivo di una seconda edizione, questa, che è scaturita dalle forti polemiche suscitate dalla prima, con le accuse all’autore mosse dal social media manager e dallo staff dei canali online di Rolando Pelizza. La premessa è quindi arringa difensiva, ma anche una prima introduzione al secondo volume. Arriva poi, a pagina 5, una seconda introduzione che cattura il lettore, suscitando il fascino necessario ad affrontare le prossime seicentonovantasette pagine.
Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/lultimo-segreto-di-majorana-lorenzo-paletti/
Avventure molecolari - Pellegrino Musto
beloo
...che Dio perdona a tutti - Pif
Sembra di vedere il film , tipico racconto di Pif. Tante citazioni che a volte infastidiscono (se non le conosci) .
Agente immobiliare amante dei dolci con la ricotta si innamora della proprietaria della pasticceria, che è però cattolica praticante. Per sposarla diventa anche lui molto zelante, anzi troppo…questo lo porta a fare scelte discutibili nel lavoro e anche in società. Alla fine la moglie lo lascia, e lui perde il lavoro. Ma troverà da consolarsi….
Un po’ banale secondo me, meglio vederlo al cinema.
Chanel by Lagerfeld - Emma Baxter-Wright
Veloce e rapido ma arriva al punto.
Il freddo in faccia - Fabrizio Senici
Gennaio 2018. Il sessantenne Javier Francisco Martinéz, ingegnere aerospaziale, arriva a Brescia dall’Argentina in quanto invitato a far da relatore a un convegno. Quello che lui immagina come un breve soggiorno di lavoro, però, viene subito sconvolto da inquietanti circostanze. Il convegno sembra non esistere affatto, ma ciò è nulla in confronto ai messaggi anonimi che iniziano ad arrivare sul suo cellulare e che lo mettono al corrente di un fatto tragico: la morte per suicidio, nel 1978, dell’ex compagno di liceo Flavio Cordeiro.
Il mistero si infittisce e, per risolverlo, Martinéz non ha che una possibilità: trovare il coraggio di affrontare i fantasmi del proprio passato. Significa tornare con la mente a quarant'anni prima, a quando ancora si chiamava Francesco Santi, detto Franci, e con gli amici militava nei partiti di sinistra sognando la rivoluzione sociale. Vuol dire ricordarsi di quando anche a Brescia scorreva il sangue della stagione delle stragi politiche e nelle piazze sventolavano le bandiere dei più disparati partiti e movimenti.
Nel romanzo “Il freddo in faccia” (Liberedizioni, 2026), lo scrittore bresciano Fabrizio Senici dà vita a un racconto coinvolgente che cattura come un thriller e che, pagina dopo pagina, fa affiorare un doloroso ritratto della Brescia degli anni di piombo attraverso il ricordo di un gruppo di ex amici, toccando tematiche importanti quali il rapporto tra coscienza e azioni, il confine tra bene e male, la colpa e il rimorso, l’abisso tra ideali ed estremismo, il margine talvolta slabbrato che separa i propri sogni dalla possibilità di tradirli.
La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/il-freddo-in-faccia-fabrizio-senici-recensione/