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Una piacevole lettura!
I pitòti, “i pupazzi”, le incisioni rupestri antropomorfe diffuse nella Val Camonica, sono oggi un patrimonio dell’umanità riconosciuto e invidiato da molti. Nel 1942, anno in cui è ambientato il nuovo attesissimo capitolo della serie che ha per protagonista il Commissario Settembrini, questi antichi graffiti incisi nella roccia riscoperti da Gualtiero Laeng nel 1909 erano tuttavia ancora praticamente sconosciuti all’opinione pubblica. Anche i locali che avevano avuto modo di vedere i graffiti su qualche roccia o su qualche masso, li reputavano solo antiche incisioni senza nessuna importanza.
È in questo contesto che si dipana la storia al centro del romanzo “Una breve estate lontana dalla polvere”, edito da Barta (2022), terzo capitolo dell’apprezzata saga di gialli storici nata dalla penna e dal genio del giornalista e scrittore bresciano Tita Prestini. Una nuova avventura, che precede cronologicamente quelle già pubblicate ed ambientate a Iseo e poi a Milano, durante la quale Settembrini opererà in trasferta in Valle Camonica dove sarà chiamato a svolgere un’indagine contornato da quegli strani disegni, insieme a carabinieri, soldati e comuni cittadini ancora scettici riguardo alla loro importanza storica e culturale.
Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/una-breve-estate-lontano-dalla-polvere-il-commissario-settembrini-in-val-camonica-tra-trame-oscure-e-pitoti/
Un orso, una miniera, una guarnigione di soldati tedeschi, un'affascinante ricercatrice e i pitoti della Val Camonica. Ecco qui gli ingredienti di un appassionante giallo storico, tutto ambientato in pochi giorni dell'estate 1942.
Nella Fanelli, moglie di un pezzo grosso del Minculpop è misteriosamente scomparsa e il giovane commissario Fabio Settembrini viene spedito da Verona in un paesino di montagna a indagare.
Un'occasione per lui per conoscere gli strani meccanismi delle passioni umane, un'occasione per andare lontano, finalmente, dal caos e dalla polvere della città e della guerra. Ma "quando la polvere è troppo alta, non esistono posti nei quali rifugiarsi".
Prestini sa costruire, nella forma di un romanzo giallo, una storia ricca di atmosfera, venata di una malinconia profonda, ma mai esibita. In definitiva, ne esce un romanzo corale, in cui ogni personaggio è portatore di un suo "pezzo" di storia, fino al susseguirsi di colpi di scena degli ultimi capitoli.
Straconsigliato.
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