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Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea
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Amiry, Suad <1951->

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea

Mondadori, 2020

نبذة مختصرة: Palestina, 1947. Giaffa è una città viva di mercati, caffè, strade affollate, aperta sul mare pescoso e chiusa da distese immense di aranceti profumati. Subhi è un ragazzo che sogna di diventare il Miglior Meccanico della città. È in effetti un talento e quando riesce a riparare una pompa d’irrigazione, il ricco uomo d’affari che lo ha messo alla prova gli fa confezionare, in segno di riconoscenza, un abito inglese in lana di Manchester. Subhi è al settimo cielo e con quell’abito acquista una nuova consapevolezza di sé e della città in cui si muove, ma soprattutto immagina di indossarlo, malgrado il caldo, per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams. Peccato che non siano tempi facili, tanto più per le storie d’amore: gli inglesi, che da oltre vent’anni amministravano la Palestina, dichiarano concluso il loro mandato e finiscono con il fomentare le già forti tensioni tra gli ebrei sempre più numerosi e i residenti palestinesi. Nel 1948 arriva l’attacco deliberato, quello che fu chiamato Nakba, la catastrofe: le forze israeliane ben equipaggiate dalla Gran Bretagna bombardano Giaffa senza pietà, la occupano, la riducono a una città fantasma. Traditi gli accordi, sono disperse centinaia di famiglie, le abitazioni e gli aranceti sono espropriati, la vita quotidiana è sfigurata da uno stato di polizia. E in quel teatro di caos e di morte le giovani anime di Subhi e Shams, perduti l’uno all’altra, disegnano sulla mappa della Storia il loro destino, senza rassegnazione, illuminati dalla certezza di appartenere a una terra, alla gente che l’ha abitata, a una avventurosa speranza, che, come in un sogno, è di volta in volta l’apparizione di una mucca sfortunata, la morbida eleganza della lana di Manchester, o un coloratissimo volo di aquiloni.

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Avevo alte aspettative su questo testo e, soprattutto su Suad Amiry, l'autrice, ma devo dire che sono state disattese. Ho trovato la storia d'amore tra Subhi e Shams troppo melensa e la scrittura molto didattica. Le parti piu' belle sono, a mio parere, le parti in cui gli abitanti di Giaffa si interrogano sul destino della citta' dopo la fine del mandato inglese e la descrizione della Nakba che riesce a non cadere nel racconto dell'eccidio puro e semplice, ma dipinge un quadro in cui i vari personaggi vivono l'invasione e la presa della citta' da parted egli Ebrei e cercano di sopravvivere. Sempre con una vena ironica nella sciagura che e' la liena distintiva di Suad Amiry. La parte migliore e' il racconto di chi sono stati e com'e' la vita oggi degli ultraottantenni Subhi e Shams. Mi ripmotetto di leggere "Sharon e mia suocera" sempre della Amiry.

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