E' incredibile come un romanzo degli anni '50 riesca a raccontare cosi bene la realta' degli anni 2020. La popolazione che ha smesso di pensare in modo autonomo e che e' persa in racconti digitali sulle pareti di casa (i nostri maxi schermi? Le varie Alexa e Siri?), una guerra che incombe ma di cui alla fine nessuno si preoccupa sul serio, cittadine e cittadini che hanno troppa paura per fare qualcosa, altri che scappano e vivono in piccoli gruppi nell'attesa di poter ricostruire. E un amore sconfinato per i libri, ma soprattutto per quello che portano: il dubbio, le domande e le storie. Nel nostro gruppo di lettura abbiamo anche notato come la figura della donna sia molto "ridotta"; Clarisse che inizia a installare il dubbio nella mente del protagonista Montag, la donna che si lascia bruciare insieme ai suoi libri e poi...niente altro. Donne muse e donne pronte al sacrificio, ma nessuna che faccia parte della fronda di chi vuole ricostruire o che sia realmente attiva. Chissa' se l'avesse scritto oggi, cosa avrebbe fatto il nostro Ray. In definitiva, da leggere e mille le frasi da appuntare.