Raimondo Romaioli

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Il lupo, la papera e il topo - scritto da Mac Barnett

Ohhhh ... finalmente la risposta definitiva alla domanda:
ma perchèccavolo i lupi ululano alla luna ?
La risposta sta in una strampalata simbiosi (che però funziona
alla perfezione) tra un lupo, una papera e un topo.

Belle le illustrazioni: "semplici", ruvide (come certune di Erlbruch) e dirette (vivrebbero anche senza il testo).
In quanto ai colori vale la massima "meno è meglio": pochi e accordatissimi.
Immagini schiette e solide, godono di grande equilibrio compositivo e ben si accompagnano al testo
breve e dinamico che intesse una trama umoristica adatta a bimbi sin dai 3/4 anni.

Ah ... dimenticavo ... il cacciatore ... c'è anche il cacciatore! E questo porta ad un altro quesito irrisolto:
ma perchèccavolo quando in una storia c'è un lupo una volta su due c'è anche un cacciatore (o comunque qualcuno che ce l'ha con lui) ?
Speriamo che nel prossimo loro libro Barnett e Klassen ci diano la risposta definitiva.

Il club dei padri estinti - Matt Haig

Il DELITTO PERFETTO

Se fossi Amleto farei leggere questo libro allo zio Claudio che morendone di noia appagherebbe la mia sete di vendetta.
Insospettabile e impunito, lascerei poi che la giustizia si accanisse su messer Matt Haig Rosenstern, unico indiziato d'un reato che non ha commesso ma reo d'aver fornito l'arma del delitto e scomodato i lettori con una storia sgangherata, personaggi privi di spessore, mancanza di tensione drammatica alcuna ed interminabili sequenze dialogiche (o)micidiali in cui prima di ogni battuta premette a turno “Io dissi ...” e “Lui disse ...” e poi ancora “Io dissi ...” - “Lui disse ...” - “Io dissi ...” e “Lui disse ...” ad libitum

The history of love - Nicole Krauss

It's a could-have-been-a-five-star book. Not a masterpiece, yet a very good reading.
Maybe I dropped the missing fifth star in retaliation as I feel like the author's driven my longing towards something I'll never be permitted to grasp. Something evaporated under my very eyes.
It happens I realized long before turning the last page that I was reading "The History of Love" by Nicole Krauss but the book I really wanted to read was 'The History of Love' by Leopold Gursky ... alas, as everyone who's read the former knows, the latter is both kissed by greater alluring prose and (here comes the alas part) utterly nonexisten.

Il volo di Osvaldo - Thomas Baas

Ottimo albo illustrato per il carattere vintage delle immagini e per l'equilibrio della narrazione.

Le belle illustrazioni rétro accompagnano con due soli colori (verde e rosso) una storia fresca e appassionante sull'amicizia e sull'amore.

Il Signor Osvaldo, solitamente compassato e abitudinario, si lancia in un viaggio avventuroso per ritrovare l'amico Pio-Pio che è scomparso dopo un "attacco" di malinconia. Una pianta speciale, acquistata in un negozio di stranezze esotiche, si rivelerà la chiave della sparizione dell'amico pennuto e al contempo sarà il ponte verso la felicità di entrami i protagonisti.

Nel guscio - Ian McEwan

Geniale e inconsueta riproposizione del Dramma
del grande Bardo con Amleto nelle "vesti" di un
feto prossimo alla nascita.

Al riparo, nel ventre materno, origlia e apprende dei piani
assassini dello zio in combutta con la madre.

Come potrà un non ancora nato attuare la sua vendetta ?

Chi ha apprezzato la staordinaria impostazione dei racconti
del bellissimo "The Daydreamer" deve assolutamente leggere questo
breve romanzo che sposta il punto di vista del narratore in un luogo
che si direbbe inaccessibile ... e McEwan riesce brillantemente a farlo.

Il tutto con una prosa elegante, a tratti molto scabrosa, che
strizza l'occhio con efficacia al modo shakespeariano.

Spero che la traduzione italiana ne sia all'altezza.

Monsieur Lazhar - un film di Philippe Falardeau

Ottimo film che con garbo, delicatezza e scevro di retorica melensa affronta il tema del lutto e del senso di colpa.
Eccellenti le prove d’esordio recitative dei giovani protagonisti (tra i quali la bravissima Sophie Nélisse che un paio di anni dopo impersonerà con grande efficacia la Ladra di libri di Zusak).
Il ritratto interiore del maestro Lazhar è un po’ meno marcato ma, come accade nella vita reale, è spesso più quello che si deve indovinare dell’altro di quanto non si intenda con chiarezza.

Lo Yark - Bertrand Santini, Laurent Gapaillard

Un libro da leggere sotto le coperte … con la pila … badando a non svegliare con le risa chi vi dorme accanto.

Lo Yark, orrido mostro truculentemente umoristico, narra di come si possa sfuggire alla “propria natura”.
Qual'è la sua nella fattispecie ? Divorare con gusto i bimbi … ma solo quelli buoni … quelli cattivi no ! Gli danno il mal di pancia !
Sì … è proprio un libretto scorretto e sopra le righe, che sfigura il volto di chi legge con smorfie decise … di raccapriccio per i genitori … di sgomento per i nonni … di puro irrefrenabile divertimento per i giovani lettori.

Ne avevo considerato l'acquisto come regalo di compleanno per il figlio novenne di una coppia di amici, ma desistetti dopo aver letto le prime due pagine … temevo di incorrere in un severo giudizio per la mia macabra e sconsiderata proposta di lettura.

Ora però, dopo averlo letto e testato su mio figlio, la mia cavia prediletta, non posso che consigliarlo nonostante il testo sia prodigo nel proporre locuzioni “sconvenienti” … in effetti, a ben vedere, nel racconto non v'è né più né meno che il vitale filo nero delle più tradizionali fiabe popolari, da Pollicino a Barbablù, rivisitato con un tono irridente e spiritoso che rende evidente omaggio a “Il mostro peloso”.
La sola differenza con le fiabe classiche, in cui i malvagi vengono sconfitti o annientati, è che qui alla fine di mostri non ne rimane alcuno.

La bella versione italiana in prosa “rimata” rende la lettura fresca e scorrevole, adatta anche a bambini un poco più piccini.

Le illustrazioni poi sono fantastiche, in perfetta simbiosi con il testo … a questi Santinì e Gapaillard, se continuano così, la premiata ditta Gaiman-Riddell non gli fa un baffo.

In breve “Lo Yark” è un libro tosto e brillante … e qui mi prendo la libertà di dire che è brillosto, visto che parliamo di gente che pensa sopra le righe.

p.s. Mio figlio ha poi deciso di comprarsi una copia de “Lo Yark” con i soldini del suo salvadanaio … che ragazzaccio !

Cartoline dalla terra di nessuno - Aidan Chambers

Romanzo di formazione a pieno titolo, così com’è indubbio il merito che gli è valso il prestigioso The Carnegie Medal nel 1999.

La “Scoperta” ne è forse il tratto fondamentale e Chambers la declina in molteplici forme intrecciantisi in una trama che sa essere avvincente quando il caso lo richiede, e che invece rallenta, aleggia quasi, ove sia il momento di tendere l’orecchio per sentir “crescere” i giovani protagonisti.

   La Scoperta della città di Amsterdam è il doppio metaforico della Scoperta di sé stesso che incalza il protagonista Jacob col succedersi ritmico di temi cruciali, incombenti sull’orizzonte nascente del suo passaggio all’età adulta. Temi che allo stesso tempo scuotono ed eccitano l’animo in trasformazione di Jacob e lo mettono a confronto con il valore della vita e del fine vita, con la forza travolgente dei sentimenti che va oltre l’espressione di una concezione rigidamente canonica della sessualità. E a far da filo conduttore è la Scoperta di un fatto insospettabile nel passato del nonno paterno, soldato inglese che vide i suoi ultimi giorni sul suolo olandese sul finire della seconda guerra mondiale.

   Il tutto è spiazzante e come scrive Ton, uno dei protagonisti, NIETS IN AMSTERDAM IS WAT HET LIJKT che in definitiva premonisce sul fatto che Niente nella vita è come sembra, e dunque tutto va scoperto.

   Con abile mestiere l’autore, graditissimo e intelligente “lettore” ad una conferenza dello scorso Novembre presso la Biblioteca di Rezzato, intesse e interlaccia due piani temporali che si sfiorano e alfine si fondono o meglio si rivelano fusi indissolubilmente, così come lo sono le storie di ogni Geertrui, di ogni Jacob e di ciascuno dei miliardi di persone che sono vissute e che vivranno, ognuna delle quali in un modo più o meno drammatico scopre ad un certo punto di essere l’unico ad essere in grado di vivere la propria Vita … per quanto l’impresa sembri sovrumana a tutta prima … e fors’anche dopo.

R: Gli uccelli - Germano Zullo, Albertine

Forse la felicità non è altro che un giardino chiuso dietro una porta con innumerevoli serrature, le cui chiavi nessuno può concepire al contempo tutte insieme. Serve il concorso di molti e forse una vita intera per aprirle tutte.
Albertine e Zullo una di queste chiavi la possiedono … e ce la donano con la traduzione in immagini, in un modo inimmaginabile, di un tema poetico e impalpabile: la scoperta del Dettaglio che rende unico e irripetibile e diverso e assaporabile, ogni giorno della nostra esistenza.

Se immaginiamo la classifica di qualità dei libri illustrati come un alto edificio, potremmo dire che gli autori di un’opera ordinaria possono ambire a che la si collochi al piano più alto dell’Eccellenza e in pochi casi accade che il loro lavoro prenda dimora nel Superlativo superattico.
Rare volte ci sono libri che sfondano il tetto verso l’alto come meteore rovesciate ed esplodono in cielo in un fuoco d’artificio che illumina tutt’attorno: sono i Fuoriclasse …
… e questo libro è un Fuoriclasse.

The talented Mr. Ripley - Patricia Highsmith

Have you ever rooted for a villain till now ? No ?!
Are you sure ?
Why, try this intriguing novel ... you won't be able to hide your distress whenever Mr. Ripley's play totters.
Just remember not to get too fond of him ... after all he's a kind of socio-psychopath, maybe also a bit narcissistic, and absolutely an amoral guy.
You don't realize it straight away, but Patricia Highsmith drags you slowly beyond the edge and lays you on a treacherous ground where you can make friends with Evil.
That's what a great writer can do.
That's what bad political leaders can do as well.

The heart and the bottle - Oliver Jeffers

This little masterpiece darts straight into your heart.
You’ll be eager to help hers out of the bottle as soon as you can.
Another Jeffers’ bullseye … smart, amazing and deeply poetic.
He tells us about finding hope in Wonder.
No matter how deep you buried your heart … look out there because there’s always
something or someone who’s able to dig it out.
Hope this gem will be soon translated in Italian. Zoolibri ... Please.

Il bambino che sognava l'infinito - Jean Giono

Scrittura agile e lieve, mai povera. Raccoglie suggestioni importanti radunandole intorno al poderoso nucleo dell’elevazione tesa alla conquista dell’oltre, dell’infinito, del complessivo. La si direbbe, in certo qual senso, un’esortazione all’antigravità.
Jean ci prende per mano issandoci verso un maggiore punto di vista dal quale, come il bimbo, possiamo tornare rinfrancati, ormai consci della via spianata che arricchisce il nostro presente terreno ed è al contempo sentiero di fuga per tornare a rivivere un mondo più esteso, interiore ma che sul tangibile proietta fondamentali benefici influssi.

Di suggestioni parlavo dunque, non citazioni come un ordinario scrittore non saprebbe che fare. Ma Giono è al di là dell’ordinario e chi conosce l’uomo che piantava gli alberi sa.
Nel breve spazio di un racconto, densissimo, egli evoca l’Infinito Leopardi, con le sue cortine arboree a trattenere la sete di immenso del piccolo protagonista, che fin dalle prime non è solo avidità visiva ma già interiore.
E trova la via, il ragazzo, dell’ascesa rampante. Come fu per quel Barone, forse capostipite di una stirpe di scalatori, la cui risalita prima metaforica che fisica libera dalla ristrettezza d’orizzonti del piano terreno su cui, come tutti, era stato precipitato.
Elevazione allora, ma faticosa, come nella fola di Jack o Giacomo o Jacques o Azim (perché c’è un Jack per ogni lingua). E diffidate ! una fola non è mai leggera seppur recata dal vento.
Qui la salita a chiocciola come il tortile fusto del magico fagiolo conduce lassù, alla conquista di un tesoro che di per di sé non lo sarebbe se non irradiasse nuova luce laggiù di dove sei venuto e dove tornare devi … perché solo pochi Cosimo hanno il coraggio di trattenersi in alto per sempre, fino al giorno in cui il Gabbiano o una mongolfiera, per puro accidente o per ostinata attesa, porgeranno l’appiglio per l’ultima definitiva ascensione. Solo pochi hanno il coraggio … o possiedono la follia come fece Chisciotte, anziché esserne posseduto … non pazzia ma visione … quindi Realtà. Il piccolo protagonista assapora questa trasfigurazione dell’animo e di lassù confondonsi margherite e mulini a vento.
E così capisco che per noi sognatori val più un giorno vissuto da cavaliere errante che mille o un milione da barbiere o curato. Così è l’unico modo di capire … Sentire !

Un padre che a tutto ciò ci incoraggi è un grande aiuto … e Jean Giono può esserlo per ognuno.

Inception - un film di Christopher Nolan

INCEPTION : un disastro al cubo ! Una noia mortale … non mi sono addormentato solo perché spari, detonazioni e cazzotti facevano troppo casino.

Ecco come Hollywood può distruggere un regista !

Sembra un pout pourri a base di Matrix (il primo bastava e avanzava anche in quel caso), Bourne (capitoli uno, due, tre e quattro) e per chi se lo ricorda Atto di forza (Total recall) che con molta più onestà aveva già percorso lo stesso tema.

Una sceneggiatura che prevede una ventina buona di minuti in cui i personaggi spiegano cosa accadrà nella prossima ora è già di per sé terribile, per di più con una contorsione linguistica che solo Roger Rabbit sinora vantava (mi riferisco alla memorabile scena nel letto di Valiant).

Lo spettatore deve premunirsi di blocco note prima di iniziare la visione e sfoderare doti stenografiche per appuntare mentalmente il percorso scenico che terribilmente incombe.

Il terzo capitolo di una serie tematica genialmente iniziata con Memento, proseguita già con qualche balbettio in The Prestige, precipita la media dei fratelli Nolan sotto il limite della decenza.

Devo continuare o il mio pensiero è già chiaro ?

Ah …. Il finale giroscopico … chiusura patetica in un finale che quasi ogni spettatore pensante presagisce già con largo anticipo.

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