Clara Toninelli

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Ultime recensioni inserite

Teste mozze - Frances Larson

Brillantissimo saggio di antropologia, curioso e affascinante. Scritto benissimo, non manca di suscitare interrogativi etici e filosofici, senza essere mai pesante.

Yeruldelgger. Morte nella steppa - Ian Manook

L'ambientazione insolita rende questo giallo affascinante. La misteriosa Mongolia, con le sue vaste steppe e Ulan Bator, la capitale, in bilico fra tradizione e modernità, è uno sfondo suggestivo e interessante di per sè.
Il commissario duro e puro, provato dalla vita, è naturalmente sempre il benvenuto nel cuore del lettore.

Acque di primavera

Romanzo breve, molto scorrevole, con un protagonista irritante.
Costui, con la sua ingenuità cavalleresca, si innamora perdutamente di una sconosciuta e decide subito di sposarla: per poi lasciarsi irretire dalle malie di un'altra navigata civetta, in soli 3 giorni.
Ah, questi uomini russi capaci di enormi colpi di testa, tutti passione a qualunque costo, anche nell'avvilimento e nel disprezzo di se stessi!
Per la cronaca, irrita molto anche l'antagonista, dedito al commercio, perfettino da capo a piedi, incapace di un gesto di coraggio, o di follia, o di generosità spensierata. Anche questi esseri calcolatori e freddi, che hanno una partita doppia al posto del cuore, non si possono sopportare!
Il racconto, in compenso, è molto gradevole.

Il giardino delle meraviglie - Lucia Scuderi

Questo libro è una festa di colori, forme e profumi. Le bellissime illustrazioni di Lucia Scuderi non hanno la precisione fiamminga di quelle botaniche, ma rendono perfettamente l'essenza che rappresentano, in un tripudio colorato, carnoso, vivace.
Molto curiose e gradevoli anche le note che accompagnano ogni pianta.

Elegia americana - J. D. Vance

Chi ancora non si spiega l'elezione di Trump troverà forse qualche risposta in questo libro, che è stato al centro del dibattito politico e culturale recente negli USA.
L'autore racconta la sua vita, paradigmatica di quella della comunità hillbilly , rurale e difficile, da cui proviene e da cui si è emancipato. Hillbilly (buzzurri, montanari), o white trash (spazzatura bianca) sono i modi con cui gli americani definiscono quei bianchi poveri, prevalentemente di origine irlandese e scozzese, che non sono andati all’università e vivono in aree rurali depresse.

"Vedete, sono nato in una famiglia povera della Rust Belt, in una cittadina dell’Ohio che era cresciuta intorno a un’acciaieria e che non ha fatto altro che perdere posti di lavoro e speranze. Ho un rapporto che definirei eufemisticamente complesso con i miei genitori, uno dei quali a mia memoria ha sempre avuto problemi di droga. Mi hanno allevato i nonni, che non hanno frequentato alcun liceo; e sono ben pochi i membri della mia famiglia allargata a essere andati all’università. Le statistiche dicono che quelli come me avranno un futuro difficile, e nella migliore delle ipotesi riusciranno a cavarsela senza ricorrere ai sussidi statali; nella peggiore moriranno per un’overdose di eroina, come è capitato soltanto l’anno scorso a decine di ragazzi della cittadina in cui sono nato.
Io ero uno di quei ragazzi dal destino segnato".

Le fluffose - Monica Zacchia

Fotografie eleganti donano lustro a queste torte scenografiche, molto più semplici in realtà di come appaiono. La Chiffon Cake tipicamente americana, declinata in deliziosi abbinamenti (arancia caramellata e cannella; mandarino e curcuma; melagrana...), incontra il gusto e l'estetica italiani.
In particolare, le fotografie scattate in esterno nei parchi di Roma accrescono l'appeal e, nell'immaginazione, persino il sapore di queste torte soffici e altissime.
Non mancheranno di darti soddisfazione, vedrai.

R: L'Arminuta - Donatella Di Pietrantonio

Storia familiare allo stesso tempo scabra e lucente, come certi sassi che brillano nel greto del torrente, sotto l'acqua.

L'Arminuta, "la ritornata", è una tredicenne che all'improvviso viene restituita da quelli che credeva essere i suoi genitori, alla sua vera famiglia. Passa così da una vita da figlia unica, agiata e coccolata, a quella misera e stentata di una famiglia numerosa in una casa troppo stretta, con problemi troppo grandi.
Nessuno ha spiegato niente alla ragazzina e ogni giorno il rovello delle domande senza risposta approfondisce la trincea dietro cui si è barricata, lasciandola estranea a quella casa e a quelle persone, brusche anche nei rari momenti in cui vorrebbero essere gentili.
Per fortuna cè Adriana, la sorella un po' selvatica, ma piena d'affetto e attaccamento sincero, che la accoglie e le vuole bene sin dal primo momento.

Romanzo scritto in una lingua di grande forza espressiva, impastata di termini dialettali che la rendono ancor più ricca e vera.
Molto bello.

Il presente non basta - Ivano Dionigi

Perché studiare latino al giorno d'oggi? Per capire che il presente non basta , da solo, a spiegare la complessità dei tempi; per imparare ad avere a che fare con la diversità (una lingua e una cultura distanti) e scoprire che questa diversità fa parte di noi e ha fondato il nostro modo di essere e di pensare più di quanto crediamo o sappiamo.

Perché il latino è una *lingua bellissima*, aggiungo io (Orazio, Seneca, Tacito, Virgilio): e l'uomo ha sempre bisogno di Bellezza -

La stagione dei frutti magici - Levi Pinfold

Hai presente quell'America di periferia, quelle vecchie ferrovie, quelle case americane di legno con la veranda ai margini del nulla?
Ecco, le ritroverai in questo albo a tema ecologico dai disegni bellissimi, accurati, suggestivi.

Tempesta di neve e profumo di mandorle - Camilla Lackberg

I gialli nordici sono come le mentine: hanno quel buon sapore di bosco e non stufano neanche ad assaggiarne 2 o 3 di fila.
Se sei scettico, Tempesta di neve e profumo di mandorle ti convicerá senza fatica.

Del resto, da che mondo é mondo, il raduno natalizio dei parenti serpenti, che covano segreti e rancori sotto la cenere, dietro smaglianti quanto fragili apparenze, é un topos che non smette mai di suscitare attrazione.

Re: Benedizione - Kent Haruf

La storia di un uomo a cui resta poco da vivere può risultare difficile. Troppo incandescente. Scoraggiante.
Invece, in questo racconto, tutto è misurato ed essenziale.
Il dolore c'è, ma non ti lascia impietrito.
C'è troppa cura, troppo amore, troppo normale splendore delle piccole cose (una bambina che impara ad andare in bicicletta; un picnic all'ombra degli alberi quando fuori c'è afa; un vecchio negozio di ferramenta lasciato tutto in ordine...).

La scrittura di Haruf è piuttosto asciutta, per cui qualcuno l'ha paragonato a Cormac McCarthy - che in realtà è ancora più scarno e lapidario -. A me ha ricordato di più il bellissimo Stoner di John Williams.

Il richiamo della palude - Davide Calì & Marco Somà

Albo molto bello, raffinato nel testo e nell'illustrazione.
Mood prevalente: malinconia (la palude, l'autunno, le foglie che cadono: in adeguate tonalità grigioazzurre con punte di giallo desaturato, non squillante).
Che cos'è casa? Qualcosa che ha un odore (di palude). Ma anche qualcosa che ha un colore: azzurro, qui luminescente, come il fiore del romanzo di Novalis che simboleggia poesia e amore. Casa ha addirittura una voce: che dice "Se tu sei felice dove sei, siamo felici anche noi".

L'ottava vibrazione - Carlo Lucarelli

1896, Massaua, colonia italiana in Africa. Il caldo in certe ore è appiccicoso, in altre torrido e immobile, le mosche sono sempre dappertutto. Ma ci si fa l'abitudine. Liquori, droghe e donne aiutano a sopportare meglio i disagi del clima. Un ufficiale perverso, però, può darsi abbia gusti che richiedano tragicamente ben altro ...

A Massaua il traghetto porta solo guai: rifornimenti il cui registro era meglio non contraffare, la moglie di un ufficiale che era meglio non guardare, un indagatore sotto mentite spoglie che era meglio non avere alle calcagna.

Così, mentre diverse trame e sottotrame s’inseguono nel romanzo, con un andamento a metà fra lo storico e il noir - le 2 specializzazioni di Lucarelli -, sullo sfondo si prepara una pagina di storia indelebile come la battaglia di Adua (sinonimo da allora di sconfitta totale degli Italiani, e prima grossa pietra d'inciampo nella storia del colonialismo europeo in generale).

Romanzo efficace, con una scelta di plurilinguismo lodevole che passa dai vari accenti regionali italiani, a quelli africani locali, nello sforzo di costruire personaggi credibili, non semplici macchiette.
Il finale storico noto non toglie pathos alla costruzione narrativa.

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Ultimi post inseriti nel Forum

Re: Piccola biblioteca lesbica

Ci sono anche le bellissime poesie di Carol Ann Duffy, "Lo spendore del tempio";
il fumetto "Non ti avevo nemmeno notato";
alcune parti del libro "Ragazzo da parete", da cui han tratto anche il film "Noi siamo infinito".
Ciao!

Re: Lo scrittore delle passioni dal profondo

Uno scrittore meraviglioso, così appassionato imperfetto traboccante,
capace di guardare nel sottosuolo del cuore umano,
i suoi indimenticabili umani troppo umani personaggi,
i suoi romanzi nell'essenza più veri del vero...

I miei preferitissimi:
lunghi: I fratelli Karamazov, L'idiota
brevi: Il giocatore, La mite

Re: La vita davanti a sè - Romain Gary

Bel libro, Piero, condivido; di un grande autore (dalla vita ancor più romanzesca dei suoi romanzi, per altro...)

Fra gli altri suoi scritti sempre belli che ho letto, a me è piaciuto particolarmente anche "La promessa dell'alba";
(anche qui torna quell'intrecciarsi stretto di umorismo e tragedia e malinconia e coraggio)

Re: Caro libro, nun te regghe più!

F. BEGAUDEAU, Verso la dolcezza, Einaudi

Stufo di capolavori, hai voglia di un libro insulso? Vuoi finalmente parcheggiare il cervello e farti una passeggiata nello spettegolio di un trentenne immaturo, giornalista sportivo, dalla vita sociale e sessuale altalenante e piuttosto meschina? Benissimo, il libro che cerchi è questo!

[l'autore è lo stesso de "La classe", da cui han tratto il film omonimo, Palma d'oro a Cannes, piuttosto buono.
Questo secondo romanzo, di promettente ha mantenuto solo il titolo! ]

Re: Venezia

Il primo che mi viene in mente è un bellissimo classico che si addice all'autunno: *Morte a Venezia*, di Thomas Mann.

Ciao!

Re: Il gioco degli incipit

Marta, il bel gioco è durato proprio poco!
Hai indovinato; la risposta è *Delitto e castigo*.

Allora rilancio:

" Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi per certo era questa: che mi chiamavo ............... E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudendo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo...............
- Grazie caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non saper neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorenza:
- Io mi chiamo ................."

Il gioco degli incipit

Facciamo un gioco. Vi dico l'inizio di un romanzo famoso, e chi vuole prova a indovinare:

" In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera, un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto nel vicolo di S. e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso il ponte di K.
Per la scala, evitò felicemente l'incontro della sua padrona di casa. La stanzuccia di lui veniva a trovarsi proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani e rassomigliava a un armadio più che a una dimora. La padrona che gliela affittava, vitto e servizio compresi, abitava una scala più in basso..."

Vi è venuta qualche idea?

I miei scaffali

Le mie ricerche salvate

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