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Non lasciarmi
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Ishiguro, Kazuo <1954->

Non lasciarmi

Torino : Einaudi, 2007

  • Copie totali: 36
  • A prestito: 27
  • Prenotazioni: 1

Abstract: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole donatore e assistente? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

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Il miglior romanzo del 2005, secondo il Times, è stato sezionato dal Gruppo di Lettura di Chiari venerdì 17/11/17 in tutte le sue parti, da quelle più enigmatiche a quelle più disarmanti, passando in superficie per quelle adolescenziali. È stato giudicato da molti ansioso, disturbante, fastidioso, aberrante. I personaggi un po' tristi e passivi si arrendono al proprio destino senza combattere, senza neanche pensare di potersi ribellare a essere catalogati come essere umani "di serie B" perché, forse, sono stati programmati per non farlo.
Il romanzo ha diversi piani di lettura: ci si può soffermare ai vani litigi tra la protagonista e la sua migliore amica Ruth, o all'evoluzione della sua storia con Tommy, ma quando si comincia a porsi delle domande sulla questione etica e su cosa effettivamente l'autore abbia voluto dire, allora si può scavare a lungo. Questi "studenti", queste persone che sono state clonate in qualche modo (non specificato, perché non era lo scopo), quale differenza hanno con gli esseri umani "di serie A"? Hanno un'anima, provano dei sentimenti? Quali diritti dovrebbero avere? E' corretto sfruttarli, farli crescere in strutture simili a lager-laboratori, o dovrebbero avere un'educazione completa e condizioni dignitose? E, soprattutto, quanto senso ha impegnarsi nei loro confronti, se tanto in fondo il loro fine rimane invariato e verranno usati come "macchine di organi" per le donazioni, ovviamente fino a quando potranno sopportarle? Ed ecco quindi che gli umani "di serie A" provano repulsione, si voltano dall'altra parte quando li vedono, perché hanno vergogna di quello che fanno e, allo stesso tempo, sono spinti dalla necessità e dalla disperazione di sconfiggere le principali malattie del nostro secolo.
E' un'ucronia, una storia distopica che, tuttavia, non era tanto lontana dalla società del presente. Quando lo scrittore ebbe l'idea, negli anni Ottanta, sarebbe stata un po' angosciante. Forse, con le scoperte scientifiche e i brevetti negli ultimi decenni, come suggerito da alcuni partecipanti del gruppo, si potrà evitare la clonazione degli umani per sostituire gli organi ormai non più funzionanti.
Staccandosi dalla questione etica, qualcuno ha sottolineato quanto le relazioni tra i personaggi potrebbero essere usate come esempi per rappresentare una qualsiasi società, i legami, tutte le psicologie che ci sono dietro. Resta inoltre l'amara considerazione, nata a partire da alcune frasi del libro, che il mondo di oggi si sta sempre più omologando: gli studenti sono convinti di poter apprendere i comportamenti del mondo esterno semplicemente guardando le fiction in tv, che dovrebbero riflettere la realtà... Non è quello che sta succedendo?
Kazuo Ishiguro non annoia, sottolinea in corsivo le parole più incisive, è abile nel centellinare indizi piano piano, pianissimo in realtà, costruendo una struttura di tensione narrativa che, ciò nonostante, non riesce a esplodere apertamente nel libro. Secondo molti, è mancato qualcosa nella parte finale, un po' di azione da parte dei protagonisti. L'intento probabilmente era più invitare a riflettere piuttosto che a catturare i lettori con gli avvenimenti della trama. Un romanzo non facile, soprattutto da digerire, poco consigliabile ad altri; alcuni suggeriscono però di leggere "Quel che resta del giorno", altro capolavoro dello scrittore giapponese-inglese.

Ottimo report Alice!, ma voi altri GRUPPI DI LETTURA bresciani, che ne dite di venirci a raccontare pure le vostre conversazioni qui nella più grande comunità di lettori della provincia? Dico a voi altri gruppi del Sud Ovest ma anche a voi gruppi della Bassa Bresciana Centrale e del Sistema Nord Est per non parlare di tutti quelli che devono pur esserci sparsi per la nostra vasta provincia - checché se ne dica - molto amante della lettura!

Certo, non tutti avrete una conduttrice che vi fa delle copertine di evento FB così belle come questa che mescola la copertina del libro del mese con una foto della biblioteca di Chiari innevata ;-)

Clara Toninelli
220 posts

Report e copertina fantastici: complimenti Alice!

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