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L'Arminuta
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Di Pietrantonio, Donatella <1963->

L'Arminuta

Einaudi, 2017

  • Copie totali: 152
  • A prestito: 115
  • Prenotazioni: 2

Abstract: Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con "L'Arminuta" fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche più care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

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Utente 1044
58 posts

Scritto senza troppi fronzoli o giri di parole per fare volume... Va subito al sodo e all'inizio è triste, ma poi la speranza si fa strada..

Clara Toninelli
236 posts

Storia familiare allo stesso tempo scabra e lucente, come certi sassi che brillano nel greto del torrente, sotto l'acqua.

L'Arminuta, "la ritornata", è una tredicenne che all'improvviso viene restituita da quelli che credeva essere i suoi genitori, alla sua vera famiglia. Passa così da una vita da figlia unica, agiata e coccolata, a quella misera e stentata di una famiglia numerosa in una casa troppo stretta, con problemi troppo grandi.
Nessuno ha spiegato niente alla ragazzina e ogni giorno il rovello delle domande senza risposta approfondisce la trincea dietro cui si è barricata, lasciandola estranea a quella casa e a quelle persone, brusche anche nei rari momenti in cui vorrebbero essere gentili.
Per fortuna cè Adriana, la sorella un po' selvatica, ma piena d'affetto e attaccamento sincero, che la accoglie e le vuole bene sin dal primo momento.

Romanzo scritto in una lingua di grande forza espressiva, impastata di termini dialettali che la rendono ancor più ricca e vera.
Molto bello.

Clelia Nodari
87 posts

L'autrice ha scritto questa stupenda storia con un linguaggio asciutto, ma molto evocativo: un inno alla capacità umana di "rialzarsi"!

Silvia Cere
57 posts

Nell'offerta di tanti libri dal linguaggio scadente, un libro scritto con un'ottima capacita' narrativa, che si fa apprezzare per sua essenzialita' ed incisivita'. Bella la storia. Consigliato!!

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