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Gli ultimi messaggi del Forum

R: Ero cattivo - Antonio Ferrara

Il libro mi è piaciuto molto,fa riflettere sul fatto che ognuno di noi ha delle qualità positive, basta avere la voglia di saper guardare al di là dell' apparenza ma nell' anima delle persone come ha saputo fare Costantino .
Nel mondo non siamo tutti uguali ci sono ragazzi come Angelo che considerato sempre cattivo si sente tale quindi ha poca stima si se ma nel suo cuore ha degli obbiettivi nella vita basta dagli fiducia.
Al libro do 5 stelle su 5

80 miglia - Antonio Ferrara

Il libro che ho letto si intitola 80 miglia Antonio Ferrara. Parla di un bambino che scappa da casa e che insegue joe che è un cantastorie per l'azienda Union pacif in questo ditta convince le persone ad andare a 80 miglia in avanti per fare una casa per il treno. Ma gli indiani continuano ad attaccarli
Il libro è molto veloce da leggere è molto interessante perché ci sono molti dialoghi.
Lo consiglierei alle persone avventurosa

L'arte di passare all'azione - Gregg Krech

Risulta sempre difficile leggere un occidentale che parla di "pensiero orientale" senza andare a sminuire alcuni concetti. L'autore vuole essere piuttosto concreto, ma questo vale solo per la parte iniziale e finale del libro. Si perde invece il filo del discorso nella parte centrale (circa 40 pagine) quando si iniziano a leggere gli interventi di persone care all'autore (moglie, collaboratori, amici) che esprimono esperienze piuttosto occidentali della questione.
Il concetto finale è realmente contenuto nel titolo, e consiste nel vivere una vita "all'attacco", accettando gli errori (piuttosto che rimproverarsi) ed evitando quei pensieri, spesso scuse, che potrebbero portarci a vivere una vita da spettatori.
Non è un libro profondo, tratta poche cose in poche pagine cercando di dare delle vie per raggiungere un fine comune, l'azione.
La considererei una lettura da 3 stelle e mezzo, ma ne concedo 4 dato che potrebbe essere uno stimolo per approfondire il mondo orientale; magari partendo dai classici (Tao Te Ching; Chuang Tzu; I Ching) o da alcuni autori citati nel testo come Musashi Miyamoto o Thich Nhat Hanh.

R: Wonder - R. J. Palacio

Coercito dalla scuola a leggerlo, non gli avrei dato un centesimo, invece è un libro molto bello con uno stile scorrevole che ne permette una lettura piacevole. Bella anche la trama che racconta di un tema importante quale la diversità e il rapporto tra le persone "normali" e i "diversi" che costringe a guardarsi dentro, parlandone però in modo simpatico e senza fare retorica o sermoni.

Zanna Bianca - Jack London

Non capisco perché una biblioteca italiana abbia acquistato un libro di uno scrittore inglese nell'edizione adattata da una scrittrice francese e poi "tradotta" in italiano. Scelta assolutamente incomprensibile...
PS. Sicuramente non per le illustrazioni.
PS2: oca io che non ho controllato prima di prendere il libro e leggerlo alla mia bimba

Noi non restiamo a guardare - prefazione di Dacia Maraini

Un libro che da troppo tempo è rimasto intonso nella mia libreria. Si presenta come una raccolta di lettere (mediamente 3-4 pag. l'una) scritte da alcuni operatori in missione con Medici Senza Frontiere. Ognuno, a suo modo, riflette su tematiche che spesso, fuori da quel contesto, sono ignorate o prese con indifferenza da parte di chi vive nei paesi occidentalizzati. Oltre al chiaro tema delle morti ingiuste (e spesso innocenti), di violenza e soprusi; sono risultati interessanti le riflessioni sul rientro nell'occidentalità dopo le missioni, sulla formazione del personale locale (tema cardine anche di altre ONG come Emergency) e sul sorriso che molte persone aiutate non perdono nonostante le continue difficoltà che persisteranno nelle loro terre e famiglie.
Nota negativa: purtroppo le lettere non sono datate, quindi a volte, in paesi dove le emergenze esistono da sempre e non sono praticamente mai cessate (Medio Oriente, Africa) risulta faticoso capire il periodo a cui si riferisce il racconto.

Un ragazzo normale - Lorenzo Marone

Ricordi di una estate da "supereroi" dove avviene il passaggio da adolescente a ragazzo-adulto di Mimì, il protagonista.
La stessa estate che vide l'assassinio del giornalista Giancarlo Siani, di cui Mimì diventa amico.
Marone è un bel leggere, anche stavolta lascia il segno.

La manutenzione dei sensi - Franco Faggiani

Bel libro, ricorda Le Otto Montagne di Cognetti. Un percorso di crescita personale di un padre e di un figlio adottato con la sindrome di Asperger.
Si respira a pieni polmoni l'idea di montagna, quella vera, che qualche volta mi manca.
Un libro che non ti lascia a mani vuote

La cucina nordica - Magnus Nilsson

Questo bel librone di grande formato non è una semplice raccolta di ricette, ma un avventuroso viaggio culturale nelle terre del Nord Europa.
Uno legge "minestra di lichene islandico" e già sente il profumo che sale dal calderone, in una sera fredda davanti al camino (o è un fuoco vichingo?). E che dire della "pulcinella di mare con ripieno dolce", o delle polpette feroesi di uova di merluzzo"?
Il quotato chef svedese Magnus Nilsson ha raccolto e testato una quantità incredibile di ricette, per poi presentarcene solo 700. Tutte ben spiegate e corredate di note storico-culturali affascinanti e curiose.
Molti piatti sono perfettamente ripetibili anche nelle nostre cucine domestiche, se solo riusciamo a rinunciare allo squalo fermentato, o ai pulcini di fulmaro brasato...
Lettura piacevolissima (che mi ha fatto venir voglia di darmi a qualche giallo nordico, fra l'altro).

La svastica sul sole - Philip K. Dick

Cattura l'attenzione del lettore fin dal primo capitolo. La storia, che vede vari protagonisti caratterialmente differenti e posizionati in diverse fasce della società, sembra girare attorno all'utilizzo dell'I Ching in uno scenario in cui gli alleati hanno perso la seconda guerra mondiale. Negli ultimi capitoli tutto sembra avvicinarsi alla soluzione, ma si conclude non concludendo, come spesso accade nella reale quotidianità.

Diario di una primavera (1945) - Primo Mazzolari

Diario veloce, semplice ed intimo. Si nota una grande differenza negli scritti dei mesi del 1944, dove Primo Mazzolari si preoccupa e riflette principalmente sulla sua attività di parroco nel paese, rispetto a quelli del 1945 dove vive una vera e propria segregazione in una stanza. Qui i pensieri diventano più semplici e finalizzati all'essenza del godere di ciò che si ha a disposizione ed osservare l'evoluzione naturale delle cose.